Gravel Race 2014 gallery

Al seguente link troverete tutte le immagini della Gravel Race 2014:

GRAVEL RACE GALLERY 2014

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Gravel Race Sesto Calende 2014

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Video Granfondo Sesto Calende 2014

Bellissimo video della GF 2014 di Sesto Calende realizzato da Carmine Catizzone.

 

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Spettacolare Granfondo MTB a Sesto Calende

Spettacolare Granfondo MTB a Sesto Calende

Grande successo per la Granfondo MountainBike disputatasi Domenica 30 Marzo a Sesto Calende.

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Il lago e la collina di Sesto Calende in prossimità dell’oratorio San Vincenzo e del famoso masso erratico della Preja Buja hanno fatto da splendida cornice all’evento organizzato dal Velo Club Sestese, Daniele Cristina, Paolo Terazza e dalle forze vive del master Sport & Sports cicli Varsalona.

Con le previsioni meteo e San Vincenzo a favore, c’è stato un grande afflusso di biker sin dalle prime ore del mattino, arrivati al centro sportivo Sestese da tutta la Lombardia e dal Piemonte.

Il centro sportivo di Sesto Calende trasformato in MTB Village ed il bellissimo percorso della Preja Buja, abilmente segnalato in modo permanente, sono state le perle di quest’evento che ha radunato ai nastri di partenza ben 266 biker amatori abilmente gestiti dal direttore di corsa Fabio Franzini che fa scattare dai blocchi i Gentlemen con in pole-position Roberto Pasin, già vincitore domenica scorsa e che ancora non capisce se sta vivendo un sogno o se sta raccogliendo i frutti di duri allenamenti.

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Anche oggi il suo sogno s’è gonfiato come lo spinnaker di Luna Rossa e porta a casa un’altra esaltante affermazione battendo un poker d’assi come Moscatelli, Vacchini, Leo e Bedogni e poi, commosso, dedica la vittoria alla colonna sonora della sua vita: sua moglie.

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Sfida stellare tra gli Junior con Andrea Tombolato e Francesco Formichi, amatori che hanno la vittoria tatuata nella testa. Alla fine la spunta ancora una volta Tombolato sul bravissimo Formichi, colorando la sua affermazione d’ azzurro come il Ticino, come il lago Maggiore, come il cielo splendido di questa classica di Primavera che ha illuminato anche le belle prestazioni di Busatta, Ballini e Bellotto arrivati nell’ordine.

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Le pedalate possenti di Marco Colombo trasudano forza e fantasia, generosità e abnegazione e piacciono alla gente che apprezza la sua educazione e la sua umiltà. Il pubblico di Sesto Calende gli ha attribuito un lungo applauso, sincero, spontaneo e mentre arrivavano i suoi diretti avversari, oggi Daniele Caccia, Giorgione Rusca e Flavio Pedon, lui dedicava la sua vittoria alla moglie Linda e al patron Bepp Nizzola. Neanche il tempo di scattare due foto e arriva il primo dei veterani, un altro leader della Ca’ di Ran Raschiani, Graziano Bonalda , capace di scavare un solco profondo fra lui ed il grande Mauro Milani, che a sua volta anticipa Carmelo Cerruto e “Maciste” Agostinone.

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Ci piace sottolineare la vicinanza del Comune di Sesto Calende al Velo Club Sestese, testimoniata dalla presenza del Sindaco Marco Colombo che ha avuto parole di elogio per i ragazzi del VCS e s’è detto felice di certificare che il percorso permanente di Sesto Calende sia diventato in così breve tempo un tempio del fuoristrada.

Il VCS è stato onorato di avere il primo cittadino ai nastri di partenza come starter d’eccezione per il via a tutte le categorie di biker.

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Il riconfermato percorso della Preia Buja, tecnico e molto bello (a detta di tutti i partecipanti) ha tenuto nonostante le piogge delle settimane passate e un sole più che primaverile ha pareggiato i conti con l’incredibile nevicata che ha reso l’edizione dell’anno scorso una vera corsa eroica. Il tracciato ad anello molto tecnico e impegnativo è lungo 14 Km con un dislivello di 340 mt per ognuno dei tre giri in programma e offre subito nel primo tratto la mitica “Salita del Livello” che le gambe dei concorrenti hanno imparato a conoscere da subito, in seguito il percorso si snoda tra i saliscendi delle colline boschive Sestesi con dei tratti mozzafiato tra alberi, ciottolati e single track sino a ridiscendere sul grande prato nei pressi dell’Oratorio di San Vincenzo, dove il giro si conclude e che ha visto una grande folla di tifosi e curiosi appostati nei prati. La tracciatura è stata effettuata con cartelli segnaletici e fettucciati aggiunti a quelli stabilmente presenti e nei tratti in cui erano cadute alcune piante i soci del VCS sono intervenuti e la tempestività degli amici dell’Ente Parco del Ticino e della Protezione Civile ci ha restituito il solito percorso divertente e sicuro; grazie ancora ragazzi!

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Al via tanti nomi importanti della mountain bike, vecchie conoscenze e atleti più giovani che comunque iniziano insistentemente a far sentire il proprio nome anche a livello nazionale. Troviamo così ai nastri di partenza numerose società: MTB Skorpioni Golasecca, Velo Club Sestese, HR Team Bortolami ASD, TRT Racing Team, Team Biciaio, La Ca di Ran, Bicitime, Team Ecodyger, ASD Extreme Team, ASD Punto Tours Italia, Cicli Aliverti, Team Chitti Casorate, ASD Il Ciclista, Nuovi Orizzonti Invorio, GS Zibido San Giacomo, ASD Samone, Cicli Battistella, Loris Bike Cycling Team Oleggio, Team Fratelli Oliva Vercelli, Clamas team Tergas, Silmax Cannondale racing, EmmeBike Orbea Italia, GS Pedale Aronese, US SanGiorgese, Lissone MTB, Iride Cycling Team, GB Junior Team Oleggio, ASD Damar 2.0, GS VdF Varese, Darra Racing Team, MTB Evaloon, ASD Biciclissima, Racing Team Rive Rosse, Team Locca Borgosesia, Team Bike Tartaggia, ASD Albertoni, GS Garbagnatese, Velo Club Valsesia Il Picchio, MTB Pavia 2000, KIA Motors Racing Team, ASD Bike Adventures.

All’arrivo, tra i portacolori del Velo Club Sestese, miglior piazzamento per Paolo Zuccolini che anche quest’anno ha partecipato alla gara tenendo alti i colori del VCS e onorando la gara di casa.

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Elogi e commenti positivi da parte di tutti i biker, che sono stati prontamente intervistati all’arrivo dal simpaticissimo Massimo Cerri, speaker e colonna portante del Velo Club Sestese.

I soci del VCS hanno allestito presso il Centro Sportivo Sestese un vero e proprio “MTB Village” dove i corridori hanno trovato il lavaggio bici, assistenza medica, tecnica, i massaggi rigeneranti della Dott.ssa Rizzello, che hanno cancellato un pò di salita dalle gambe di molti biker e un pò di bici in esposizione, per farsi venire nuove voglie.

I biker hanno potuto rifocillarsi con il pasta party, lasagne di gastronomia preparate durante la gara e servite dalle volontarie del VCS, il vero dream team della società Sestese, pane e Palzola, e ancora, pizza, focaccia, budini, tiramisù e crostata per coccolare i veri protagonisti della giornata.

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La manifestazione è saputa diventare quella stupenda realtà che tutti i soci del VCS sognavano e per cui hanno faticato tanto: una gara per i biker, il primo grande appuntamento della stagione, una vera Granfondo di Mountain Bike in provincia di Varese, che è terra di Mondiali, una gara che gli appassionati aspettano durante l’inverno per iniziare alla grande un nuovo ed esaltante anno in sella alla propria mountain bike.

Il Comitato Organizzatore del Velo Club Sestese desidera ringraziare tutti coloro che hanno creduto nella manifestazione, partendo dai più stretti collaboratori, soci, volontari, amici, parenti fino agli sponsor che si sono goduti la giornata come occasione per stare in compagnia tra amici: un ringraziamento particolare a “il Pres” Daniele Cristina, che ha saputo coordinare l’evento,  a Paolo Terazza e Fabio Franzini senza dimenticare l’onnipresente Carmine Catizzone il cui aiuto è stato fondamentale per la riuscita della gara.

Hanno permesso tutto ciò lavorando nell’ombra anche Adalberto, Alessio, Davide, Lino, Leo, Marco (motociclista del VCS), Massimo, Mario, Mauro, Maurizio, Michele, Patrick, Paolo, Renato, Rossano, Ramarro, gli Amici del Parco del Ticino, il bar del centro sportivo il team dei Giudici ACSI, tutti quelli che hanno dato una mano e quelli che ci siamo dimenticati.

Una parola per gli sponsor, spesso amici, che credono in noi e che, di questi tempi, ci sostengono in maniera tangibile: Credito Valtellinese, Adidas Eyewear, Allianz Ras Sesto Calende, Cafè Roma, Palzola, il ristorante Pomodoro Rosso, Cyclingbis di Borgomanero, Lattoneria edile di Cozzi Livio, Athlelia SportLab, La Casa della Pasta Fresca, Zefal, Terazza Immobiliare, Ottica Cristina, Sesto Frutta, Moroni casalinghi, Panificio pasticceria di Galati Maurizio, Cooper Vision, Fratelli Riboni etc; senza tutti loro non si davano premi a nessuno!!!

L’arrivederci del Velo Club Sestese è al 2015, sempre a Sesto Calende (VA) per rendere omaggio alla Terza Edizione della Granfondo della Preia Buja “Città di Sesto Calende”.

Articolo by D. Zambra e Carmine Catizzone del MasterCrossMTB

LINK ALLA FOTOGALLERY 2014

 

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Ultimo Briefing Granfondo

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Granfondo MTB Città di Sesto Calende 2014

2° Granfondo MTB Città di Sesto Calende 

Il Velo Club Sestese, con la collaborazione del team Circuito Master Sport & Sports, la Città di Sesto Calende e l’Ente Parco del Ticino presentano:

La seconda edizione della “GRANFONDO MOUNTAIN BIKE CITTA’ DI SESTO CALENDE”

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Il Velo Club Sestese, con la collaborazione del team Circuito Master Sport & Sports, la Città di Sesto Calende e l’Ente Parco del TicinoDomenica 30 Marzo 2014 presso la
 zona del Masso della Preja Buja, loc. San Vincenzo, organizza per la seconda edizione la Prova del Circuito
Master Sport & Sports di Mountain Bike.

Questo secondo appuntamento con la bellissima Gara di Sesto Calende, la “Classica di Primavera” avrà l’incantevole sfondo del Lago Maggiore, delle colline e 
dei boschi Sestesi, nella zona del famoso masso erratico della “Preja Buja”.
 Con questa seconda gara si conferma il “fantastico” percorso di oltre 40 Km che prevede la partenza presso la chiesa dell’Oratorio di San Vincenzo e subito la famosa salita del “Livello”, un vero muro che in gara si affronterà tre volte, dopodichè il percorso si snoda in un 
divertente saliscendi tra boschi e prati per poi tornare alla zona di partenza.

Qui link al PUNTO INFORMAZIONI per la GRANFONDO MTB“CITTA’ DI SESTO CALENDE” 30 Marzo 2014

Qui Link alla Granfondo 2013, qui Link alle Ricognizioni di Percorso 2013 ed alla pagina del Percorso Permanente della Preja Buja.

Organizzazione:

Il VeloClubSestese ti mette le ali !

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Francesco Barbazza primo tra i Senior nella Classifica Master Palzola.

Francesco “Pancho” Barbazza, portacolori del VCS, premiato a Orago, primo tra i Senior nella Classifica Master Palzola.

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16.02.2014 In un ambiente “Sano” come l’Oratorio, quel luogo tanto caro alla memoria di tutti noi ma che le moderne teorie portate avanti da certi “Individui”, hanno relegato nel dimenticatoio anzi, stanno tentando di relegare tra le “cose inutili”, Carmine Catizzone, il Cannibale (quando correva….) del ciclocross amatoriale ha portato per l’ennesima volta agli onori della cronaca con la cerimonia della fastosa premiazione dei corridori che hanno partecipato al Master Palzola 2013-2014 cerimonia tenutasi appunto all’Oratorio San Giuseppe di Orago dove, ad attenderti all’ingresso, benedicente e rassicurante, una Statua della Madonna, la nostra Soccoritrice da sempre!  By Carmine Catizzone.

Articolo su FotoSerant

Articolo su Pedale Tricolore

Articolo su MasterCrossMTB

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Galleria foto by Max Cardone VCS.

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How Do I Did It – Come lo feci !

 

How Do I Did It – Come lo feci !

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12 Gennaio 2008

Da un po’ di tempo stavo meditando su “come costruire una bici fissa” , mi sono informato nel web e ho trovato molte cose interessanti su questo argomento.

La “Bici fissa” è il tipo più vecchio e semplice di bicicletta. è una bici a singola velocità senza il movimento libero; cioè il pignone posteriore è fisso e pertanto quando la bici è in movimento i pedali si muovono sempre in trazione……..non puoi smettere di pedalare sulla fissa!

Definizione di Fissa: Bici Fissa, Bici a Scatto Fisso, Fixed Gear, Fixed-Gear o Fixed-Gear Single Speed.

Molti hanno una fissa per puro divertimento, ma ci sono diverse ragioni per provarne una: vi rimando al Guru della bici http://www.sheldonbrown.com/fixed.html che cosi’ scrive: “There is an almost mystical connection between a fixed-gear cyclist and bicycle, it feels like an extension of your body to a greater extent than does a freewheel-equipped machine. If you are an enthusiastic, vigorous cyclist, you really should give it a try. There are many reasons, including: Fun, Fitness, Form, Feel & ‘Ficciency! “

Le bici fisse sono derivate dalle bici da pista che si prestano alla conversione (fixed-Gear Conversions) grazie ai forcellini posteriori orizzontali e alle geometrie del telaio. Non avendone una ho cercato una diversa soluzione per realizzare una bici fissa di prova. Molti convertono delle bici da strada, ma anche delle MTB.

Il Cadavere

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Ho recuperato il cadavere della vecchia bici di mia moglie, che era inutilizzata per via del cambio rotto e altri difetti. Si tratta di una bici (chinese) ricevuta in omaggio col Vino di una nota marca Italiana. Un vero cesso di MTB, anche se dalla mountain non ha niente, è più una city bike. L’ho recuperata solo per un motivo, ha i forcellini orizzontali (requisito minimo per la fissa).

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Il Telaio

Ho smontato tutto e ho eliminato il cambio, i cantilever, ruote, sella etc. Ho carteggiato tutto il telaio con il CP (Chicago Precision) e prodotti abrasivi Pferd. L’ho fatto verniciare da un caro amico che se ne intende e che a costo zero ha riverniciato la bici di Nero (il colore era Gratis). Le decals che vedete nelle foto le ho fatte con film adesivo plastico PVC idrorepellente stampandole con la inkjet.

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Il Cuore

Dovete sapere che il cuore della fissa è il mozzo posteriore: generalmente si usa un mozzo da pista con un pignone e una flangia controfilettata antisvitamento, un mozzo del genere costa 100-200 eurix; perciò ho deciso di prendere la cassetta pignoni e fare quello che è conosciuto come conversione del mozzo da libero a fisso. Ho fatto saldare in officina solo il movimento libero alle pareti del mozzo e poi ho tolto tutti i pignoni. Ho fatto due distanzieri e ho messo il pignone in mezzo nella posizione di “linea catena” (ovviamente misurando con un calibro) il pignone non ha giochi ed è tenuto fermo da 2 grani e 2 spine in acciaio. Il mozzo cosi’ completato è stato poi rimontato sulla ruota col “Metodo Pettenella” (anche conosciuto come “Suicide Hub”).

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Cassetta originale chinese Movimento libero saldato

 

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Il Mozzo Fisso realizzato in officina.

Montaggio

Ho rimontato tutta la bici pazientemente, migliorando un po’ gli accoppiamenti e ingrassando bene cuscinetti e coppe (la bici originale non aveva grasso nei cuscinetti…solo sabbia). Il problema più grosso è stato il Chainstay (allineamento catena) e il serraggio del mozzo posteriore.
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Non vi sembra già più bella e leggera senza tutti quegli orpelli ? Ho messo solo il V-Brake all’anteriore al posto del cantilever.

Finiture e Road Test

Dopo aver terminato il montaggio di tutti i pezzi ho fatto un giretto in cortile, inutile dire che dopo ho dovuto serrare tutti i bulloni vari. Non avevo idea dei carichi che ci sono in gioco col fisso (ad esempio: sulle pedivelle e sulla guarnitura).

Il test vero e proprio l’ho fatto di 10 Km, è stato pazzesco: adesso ho capito a cosa servono le clips sui pedali e comunque non ho mai toccato terra, è impressionante il fatto che non si può smettere di pedalare, dopo ci si abitua; il difficile è la discesa ! Le foto che seguono sono quelle della bici definitiva:

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La fissa è pericolosa: vedi http://www.sheldonbrown.com/fixed.html

Nel post ci sono dei links altri li trovate nel Blogroll.

Ringraziamenti:

Ringrazio per il supporto e l’aiuto: Cokis, Oscar, Emi, Boris, Sheldon Brown, J. Panula, Bicitime di Mauro Milani, Claudio, Eros.

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TECHNICAL DATA
MANUFACTURER STEEK-HUTZY Bikes
MODEL SKATOFIX XR26R
ENGINEERING El Chapo
FRAME Unknown Chinese Manufacturer – Steel
PAINT (FRAME) Black Dust
WHEELS Unknown Chinese Manufacturer – Alloy
TIRES Deestone 26 x 1.40
TUBES Michelin
CRANKSET Unknown Chinese Manufacturer – Modified
CHAIN Standard 1/8″
HUB Suicide Hub – Pettenella’s Method
SEAT Selle Royal – Mod. MACH
SEATPOST 24.5 mm (rare)
FRONT BRAKE GEAR V-Brake
PEDALS Toe Clipless – K7 Bone Killers
GEARS Front 42 Rear 21 – 42:21 (2:1)
METRIC DEV. 3.89 m

By D. Zambra; Originally posted on Skatofix

Messenger of Doom

Io non capisco molto bene l’italiano… Ma… errr… your blog… is… bene!

4giovanni

sto cercando da tempo argomenti su come fare a trasformare una bici in fissa spendendo poco… il tuo e’ l-articolo piu’ esauruente che ho trovato, anche se non ho ben capito come hai fatto il mozzo posteriore…ti anticipo che per me non e’ solo la prima fissa che monto ma addirittura la prima bici…se potessi rispondermi avrei un paio di domande da fartigrazie 1000 ancora per il tuo articolo cmq

Caro Giovanni,

Per fare il mozzo fisso (lo puoi anche comprare) devi:

1-togliere tutti i pignoni; si sfilano.

2-far saldare il movimento libero con la parte esterna.

Il concetto è quello di fare in modo che il movimento libero diventi fisso, cioè la parte che solitamente “fa rumore (Tic, Tic, Tic) quando smetti di pedalare” va bloccata, dimodochè non potrai più smettere di pedalare, ma solo diminuire la cadenza.

3-Rimontare tutto facendo attenzione all’allineamento della catena. Come vedi ho montato 1 solo pignone da 21 tenuto in posizione da 2 anelli che ho dovuto costruire (questi ti servono per allineare il mozzo con la catena.

Ovviamente, in caso di frenata (Skid) bloccando la ruota dietro si può incorrere nello svitamento del gruppo pignone dal mozzo posteriore (vedi come evitare questo con il “metodo pettenella”).

Ti posso dire che è più difficile da spiegare che da fare, comunque togli tutto dalla bici e lascia solo l’essenziale.

La Bici Fissa è una bicicletta senza la capacità di “FERMARE LA PEDALATA” (Coasting).

Il pignone è avvitato (fissato) direttamente al mozzo e non vi è alcun meccanismo di “Ruota Libera” (freewheel). Un anello filettato al contrario “reverse-thread lockring” è di solito montato sul mozzo per prevenirne lo svitamento.

Ogni volta che la ruota posteriore gira, i pedali girano nella stessa direzione.

Per resistere alla rotazione dei pedali, un ciclista deve essere in grado di rallentare la bicicletta, senza l’aiuto di un freno meccanico, ma solo con la diminuzione della cadenza, piedi e/o mani.

Una fissa può anche essere cavalcata in retromarcia.

7cristiano

ciao… questa bici fissa mi piace… solo che vivo in una zona di collina.. è difficile da gestire in discesa?

@ cristiano

In discesa, è solo questione di abitudine. Devi iniziare con discese lievi per poi spingerti su discese più impegnative. I corridori delle squadre Protour si allenano anche con la fissa da corsa in inverno e ovviamente sui passi di montagna.

Ho fatto semplicemente saldare il bordo del mov. libero in modo da bloccarla. Fino ad ora non si è rotto niente! La saldatura è resistente, se pensi che l’ho anche leggermente abbassata di lima.

ciao.. molto interessante questo blog complimenti! anche io sono interessato a fissare una vecchia mtb però abito in collina e quindi mi viene qualche dubbio…a parte il difficile o non difficile portare la ruota fissa in discesa i problemi potrebbero venire in salita, mi spiego: per fare delle salite si usa un rapporto che in piano non va… quindi che rapporto consiglieresti?

I rapporti più usati per la fissa sono in rapporto di 2:1 circa. Sulla mia ad esempio ho messo il 42:21, ma altri usano anche il 52:19, 52:20 etc. Il rapporto deve andare bene sia in pianura che in salita, bisogna provare fino a trovare quello che va meglio. Se si vuole fare una salita molto impegnativa in fuori sella bisogna prestare molta attenzione alla tensione e alla linea della catena. Puoi vedere su questo sito alcune tabelle: http://www.sheldonbrown.com/fixed.html

15Francesco

Complimenti per l’articolo…è molto esauriente e fa decisamente venire voglia di una conversione; per quanto riguarda il rapporto: quei numeri 42 e 21 a cosa si riferiscono?

Sono, rispettivamente il numero dei denti della Corona (42) e del pignone (21) con un “matematico” rapporto di 2:1.

17fedy

anch’io mi sto facendo una fissa, e a sto proposito vi scrivo 6 righe di considerazioni e pensieri:-le parti + importanti della bika sono telaio, ruote, guarnitura centrale-e così per iniziare,ho recuperato una bici da corsa fine70′ dal cassonetto, con ruote in pessime condizioni, sfatte. pochissima ruggine. manubrio curva classica di alluminio. sella distrutta. telaio okio sono alto 186 cm e la bici che ho raccattato ha il telaio già abbastanza grande.dunque….smontaggio, tolgo tutto e svernicio il telaio, lo faccio sabbiare un pochetto e plastificare da un amico x qualche manciata di euri.per spendere poco prendete in considerazione di fare voi la maggior parte del lavoro.OCCHIO evitate la troppa ruggine e le sabbiature energiche- i tubi dei telai sono a spessore variabile- attenzione!la guarnitura e movim. centrale in buone condizioni, va smontato pulito e ingrassato.le pedivelle sono ok, i pedali da buttare ripulisco il vecchio freno anteriore.nel frattempo sto aspettando che mi arrivino le ruote, la spesa grossa! circa 250 euros per le ruote complete con mozzi miche flip flop con classici 36 raggi. pignoni e corone? hai hai! il principio grossomodo: più i due ingranaggi hanno una differenza di num. di denti minore, più la bici è “scattosa” ma “lenta”. più differenza di num. di denti è maggiore più è “dura” e veloce.vedete che guarnitura la bici ha già, e accoppiate un pignone adatto…. anche un paio di denti fanno la differenza! es. se davanti avete 49 denti, dietro potrete mettere un pignone da 19 o da 17 denti… oppure davanti un 42 dietro un 16,(la soluzione che adotterò io come neofita pedalatore fisso cittadino) spesso nei retro dei negozietti di bici, nelle cantine, si possono ancora trovare vecchie bici da corsa da rimaneggiare e convertire in fissa. vi consiglio di tenere d’occhio i mercatini dell’ usato, per pochi euri ci ho trovato, sella, un’altra curva, cinghiette nuove e gabbiette di metallo per i pedali. spenderò alla fine all’incirca 300 e qualcosa euro, un pò di pazienza e un pò di chiacchere…. non cercate di resciuscitare cadaveri rugginosi, evitate recuperi e conversioni troppo laboriosi! considerate anche che il risultato di una conversione di una bici corsa con forcellini orizzontali in fissa non sarà mai paragonabile a una fissa nata da un telaio da pista ad ok, questione di geometrie di telaio……. comunque ce né e ce né ancora tantissimo da leggere vedere provare sapere iniziando dal web… per finire, se avete soldi in tasca e volete comprare una bici nuova, ci sono anche ecoincentivi statali se rottamate un vecchio motorino… A fronte della demolizione di un ciclomotore EURO zero, o comunque costruito fino a tutto il 2001, si ottengono i seguenti incentivi: per l’acquisto di una bicicletta il 30% del listino fino ad un massimo di 250 euro. Una fissa di marca già assemblata va intorno ai 700 euri, con l’ecoinentivo si potrebbe pagarla circa 500 euri. buon lavoro a tutti e sporcatevi un pò i diti! e muovete le gambette!

19smalltown

ciao, ho letto un po’ di post e mi sono interessato alla cosa. anche io mi sto fissando il cervello con le bici fisse, mi sono scervellato per mesi a trovare una soluzione economica e veloce per avere una fixed bike. poi chiedendo ad un ciclista se aveva in negozio una bici da pista usata da buttare o simile, mi son ritrovato con la risposta veloce e pratica di saldare una semplice ruota libera ottendendo una fissa! fatto al volo.. non avendo una bici da corsa ed essendo una prova..ho preso la vecchia olandese della zia e una volta saldata la ruota posteriore ho tolto ogni cosa inutile,apparte il freno davanti che le prime volte ti aiuta sempre. di sicuro la graziella o la olandese come telaio non sono il top dato che il manubrio è troppo vicino al sedile e come equilibrio scarseggia abbastanza. in più non puoi (almeno per esperienza personale) buttarti in avanti per skiddare perchè ci sta troppo poco spazio e non si riesce ad alleggerire la ruota posteriore. cmq per esser una prova va bene,è divertente e faticosa. io devo fare pure riabilitazione al ginocchio e ogni tanto mi fa gusto pedalare con una ganba sola!

Ciao Smalltown,

Per sverniciare e togliere l’ossido io preferisco usare sistemi abrasivi come il flessibile con dischi medio-morbidi (PFERD Polinox etc.), questo tolgono ossido e vernice senza intaccare il metallo (se non insisti troppo). Si può anche sabbiare, ma è un lavoro più impegnativo, sicuramente viene meglio soprattutto nelle sone di giunzione del telaio. Prodotti chimici sverniciatori ce ne sono diversi anche in ferramenta, ma preferisco non usarli in quanto intaccano il metallo e non escludono il fatto che poi i telai dovranno essere ricarteggiati. Spesso uso lo “Scotch-Brail” che è una spugna abrasiva, la trovi in ferramenta di diverse grane; la uso spesso sui cerchi e i raggi per farli tornare lucidi.

Eddy

Anch’io sto iniziando ad interessarmi seriamente a questo tipo di bici, e vorrei proprio tentare di assemblarne una….. solo una cosa, avrei bisogno di qualche delucidazione vista la mia inesperienza, soprattutto riguardo al mozzo posteriore: fino alla saldatura (tra l’altro, con che metodo?) e quindi al bloccaggio alle pareti del mozzo credo di esserci, ma non mi è molto chiara la parte in cui dici “Ho fatto due distanzieri e ho messo il pignone in mezzo nella posizione di “linea catena” (ovviamente misurando con un calibro) il pignone non ha giochi ed è tenuto fermo da 2 grani e 2 spine in acciaio.” …immagino che in “linea di catena” voglia dire che l’unico pignone si trova perfettamente in asse con la ruota dentata del movimento centrale 8e come l’hai calcolato?), ma poi? in che senso hai “fatto” due distanzieri? e il resto??

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Ho misurato la linea catena della corona anteriore con un calibro dal centro del piantone (centro ideale della bici – mezzeria), dopodichè ho posizionato il pignone misurando la distanza dal centro della ruota (mozzo)e spostandolo alla stessa misura della corona “in linea”, ho misurato prima lo spazio rimanente tra il pignone e la battuta del mozzo per realizzare il primo distanziere (anello) e ho fatto lo stesso per un secodo anello che funge da chiusura. Poi sulla parete esterna ho messo delle viti e dei grani per bloccare il tutto (come vedi dalla foto)…ah ci ho messo anche del frenafiletti.

Ciao Shai

Se avevo una foto fatta meglio l’avrei sicuramente messa; per farla breve, il concetto è semplice si tratta di bloccare completamente la ruota libera del mozzo; all’interno del mozzo ci sono 2 o 4 alette che, in caso di pedalata in avanti agiscono aprendosi e ingranando col cilindro dentato ed in caso di fermo o pedalata all’indietro rientrano facendo quel famoso ticchettio che si sente facendo girare la ruota con i pedali fermi.

La cosa più facile per capire bene il meccanismo è aprire la ruota libera, ma non farlo da solo se non sei capace, vai da un ciclista che conosci, altrimenti ti usciranno tutte le sfere.

La saldatura che ho fatto è stata tra il cilindro interno e quello esterno, ma senza aprire la ruota libera: i due cilindri che prima erano liberi di ruotare uno all’interno dell’altro, ora sono vincolati dalla saldatura perciò non più libero, ma fisso.

PS: recentemente ho visto una bici fissata con l’inserimento di viti al posto della saldatura: le viti sono state messe sul bordo esterno e credo entrassero in fori filettati sino alla ruota libera bloccandola a mò di grano.

Mi spiace non avere altre foto, ma non scoraggiarti smontalo e vedrai!

 

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Bank robbery with Marzocchi hoodie

Su molte riviste del settore MTB è apparso questo articolo:

Choosey Bank Robbers Choose Marzocchi

“Alright dipshits, I know we all do stupid stuff from time to time, but
this one takes the cake. Buckeye Arizona Police are looking for a
suspect who committed armed robbery while wearing a Marzocchi hoodie.
Seriously… is someone in our little community this fucking dumb?
Here’s the pics to prove it, if any of you know who this is, please do
the right thing and contact the Buckeye Police Department.

praticamente questo “Bravo Ragazzo” ha fatto una rapina travestito con una “felpa Marzocchi” e una la maschera di “Jason” per non farsi riprendere…ovviamente non è stato catturato.

Il Marzocchi Hoodie della foto (quello con la M) purtroppo non è più in vendita.
Sinceramente …. ne volevo comprare uno….dopo che ho letto l’articolo non ho resistito e sono andato sul sitoMarzocchi per vedere se c’era ancora. L’hanno tolto! 

Ho aggiunto qui le 2 versioni dello stesso articlo da MBAction USA (comprato a Mexico City) e Italiana (edicola nostrana), cliccare per ingrandire. Mi manca il numero di Giugno 2008, se qualcuno gentilmente mi manda l’articolo ?

Reparto Investigazioni Storiche del VCS

By Davide Zambra

Originally posted on Skatofix.

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How to Build a Homemade precision bicycle wheel truing stand

How to Build a Homemade precision bicycle wheel truing stand

SH PTS-1000 Truing StandSH PTS-1000 Truing Stand a project by D. Zambra

Seriously, it will be as precise as any high-end stand. I made a Heavyweight truing stand and add threaded indicators to make it much more effective – faster to use, more durable, and light-years more precise.
This stand will allows to accurately adjust both lateral (side to side accuracy) and vertical (roundness accuracy) trueness.

The Steek-Hutzy PTS1000 is:
• Stable (wide aluminum base and rubber feet provides heavy support)
• Heavyweight (accept all wheel size diameters)
• Convenient (made from scraps and metal parts)
This truing stand can be used to build a new wheel or to true an existing one.
The best way to properly true a wheel is with the tire and tube removed. This way, you can accurately evaluate and correct wheel roundness. However, the PTS1000 Truing Stand can be used to check side to side trueness with the tire in place for minor adjustments.

MATERIALS
I spend a lot of time searching and finding cheap materials for the truin. I find some scraps of square Alloy profiles, knobs, metal tubes and a few screws and bolts. Finnally I will made a list of costs.

THE PROJECT
The original idea was to build a truin-stand for my MTB wheels but during the project I made measures to do a overall wheel truin-stand capable to accept all wheel size diameters.

THE STAND
Is built on a solid base with two uprights towers with a tailstock device for wheel centering. Two adjustable steel bars with lateral indicators and an horizontal bar with vertical indicators. On the base a dial indicator with its arm can be mounted to increase precision. I made lateral indicators with a piece of black plastic nylon and a cone tip in order to not damage the rims and I put two big knobs at the end of the screwed bar to add more precision of the movement.
Keep in mind that the larger the diameter of the indicator knob, the more precise your movement of the indicator can be. If you really want to be able to move the indicator just a hair’s breadth, a bigger diameter knob is the answer (but it will also take longer to move wide distances).

The Truing

I see on the web some homemade low-budget truin-stands made of wood, plastic, forks, frames, scraps from garbage etc. but I want to made a real heavyweight truin stand (some people use the bike or the frame as a truin stand).
I can also see a truing stand as a neat thing by and of it’s self, if one already has a fully functioning bike and or one needs to build an extra wheel or one has to periodically build a number of wheels for a number of different people – who may or may not have their bikes around the place.
Plus – with me being a fat bastard, when it comes down to it, when I have to start spoking up my OWN wheels from scratch, for a special upcoming project, I’d rather be assembling my own wheels, on a NICE clean, well lit bench (kitchen table), with a meal, a cup of tea, the wireless (plus pencil, paper
and calculator)… some time between dinner and going to bed, rather than wrestling on the floor with / without a bike, and odd shaped parts. (thanks to Callmeshane).

Italian Version

Come costruire un centra ruote di precisione

Scherzi a parte, sarà più preciso qualsiasi centra ruote di marca. Ho fatto un cantraruote pesante e massiccio e ho aggiunto degli indicatori filettati per renderelo più efficace – più veloce da usare, più durevole, e anni luce più preciso.
Questo centra ruote permette di regolare con precisione sia lo scostamento laterale sia lo scostamento verticale.

Lo Steek-Hutzy PTS1000 è:

• Stabile (la base in alluminio ed i piedini di gomma forniscono un supporto molto stabile)
• Pesante e massiccio (accetta tutti i diametri ruota)
• Comodo ed economico (ottenuto da scarti di carpenteria metallica)

Questo centraruote può essere utilizzato per costruire una nuova ruota o per regolarne una esistente.
Il modo migliore per regolare una ruota è senza il pneumatico. In questo modo, è possibile valutare in modo accurato e corretto il centraggio del cerchio. Tuttavia, il PTS1000 Truing Stand può essere utilizzato per controllare anche ruote col pneumatico montato.

MATERIALI 
Ho speso un sacco di tempo a cercare (e trovare) il materiale gratis. Ho trovato alcuni scarti di profilati in lega di alluminio, manopole, tubi di metallo e alcune viti e bulloni. Alla fine farò una lista de costi.

IL PROGETTO 
L’idea originale era quella di costruire un centraruote per la mia MTB, ma durante il progetto ho preso le misure per fare un centra ruote in grado di accettare tutti i diametri ruota esistenti (da quella del triciclo a quella da 29″).

LO STAND 
È costruito su una solida base con due montanti a torre dotati di un dispositivo a contropunta per centrare la ruota. Due barre di acciaio regolabili con indicatori laterali e una barra orizzontale con indicatori verticali. Sulla base può essere montato un comparatore con il suo braccio per aumentarene la precisione. Ho realizzato gli indicatori laterali con un pezzo di plastica nera di nylon in forma di cono, al fine di non danneggiare i cerchi e ho messo due grandi manopole alla fine della barra filettata per aggiungere più precisione al movimento.
Bisogna tenere presente che quanto maggiore è il diametro della manopola dell’indicatore, tanto più preciso sarà il movimento. Se davvero si vuole essere in grado di spostare l’indicatore solo un capello, una manopola di grande diametro è la risposta (ma sarà anche necessario più tempo per spostarsi di grandi distanze).

Il Centraggio!

Ho trovatosul web qualche centra ruote fatto in casa a basso costo in legno, plastica, con forcelle, con telai, da scarti di immondizia ecc., ma Io volevo realizzarne uno vero e pesante (alcune persone usano la bicicletta o il telaio come centra ruote con tutta la scomodità del caso).
Se uno ha la necessità di costruire una nuova ruota o deve costruire una serie di ruote per un certo numero di persone il centra ruote è necessario inoltre io preferisco regolare o montare le ruote su un tavolo ben illuminato (tavolo da cucina), con una tazza di caffè, cordless (più matita, carta
e calcolatrice) prima di andare a letto.

REFERENCES / RIFERIMENTI
Some very precise truing stand       http://www.centrimaster.de
An older tool manufacturer             VAR Outillages Cycles – Paris
Homemade truing stands                http://www.instructables.com
The Bike Guru                                  http://www.sheldonbrown.com
The Bicycle Wheel                            Book by Jobst Brandt
The Professional Guide to Wheel      Written by Roger Musson

Addendum

Visto l’interesse suscitato verso questo centraruote, (alcuni forum hanno linkato questo post – grazie per le visite), ho deciso di aggiungere queste note per chiarire alcuni aspetti, inoltre vorrei ricordare a tutti che chiunque voglia altri chiarimenti o altre informazioni può lasciare un messaggio al fondo di questo post:

1)      Alcuni hanno detto che il mio centraruote è “mostruoso”, ebbene si e così, vi ringrazio sentitamente, l’ho costruito perché fosse mostruoso e vi spiego perché;

2)      Non è neanche immaginabile pensare di centrare una ruota senza un supporto stabile, io ci ho provato, ma i risultati sono pessimi. Dapprima bisogna capire che tipo di ruota si vuole centrare: dal top di gamma da strada in carbonio alla ruota 48 raggi della bmx ci sono differenze enormi in termini di precisione; alcuni produttori vendono dei centraruote con base in plastica e un solo braccio, altri devono essere fissati ad una morsa da banco (vedi il Centrimaster che è ottimo, ma ha bisogno anche lui della morsa) che vostra moglie non vorrebbe vedere attaccata al tavolo delle cucina!

3)      Il grado di precisione che si vuole ottenere dipende soprattutto dalla ruota, ad esempio: si arriva a pochi decimi di millimetro per una ruota nuova da strata o mtb di gamma medio alta o comunque di buona manifattura, sino a 1,5 – 2 mm max si scostamento per il restauro una vecchia ruota Sanremo di una bici da corsa (vedi Steek-Hutzy Sport). Dunque si spiega il perché della Stabilità e della Precisione che sono necessari per il decimo di millimetro della vostra nuova ruota che vi è costata una fortuna da (1000 a 2500 euro la coppia). Su una ruota del genere non sono accettabili errori superiori a 4-5 decimi di millimetro.

4)      Tanto per sottolineare la necessità di stabilità, dopo aver fatto girare alcune ruote, anche a velocità sostenute, si è reso necessario aggiungere il supporto anteriore e posteriore con dei piedini di gomma chevostra moglie apprezzerà sicuramente più della morsa!

5)      A volte ho montato dei comparatori usando i perni delle guide dei profili d’alluminio, ma non è necessario perché i puntali e le linguette lavorano molto bene; sia i puntali che le linguette possono essere facilmente modificati a piacere anche con materiali diversi. Usando i comparatori si complica un po’ la procedura che è più lenta, in quanto i comparatori sono pur sempre strumenti e come tali vanno trattati, il puntale del comparatore striscia sul cerchio e si rischia di rovinarlo per usura.

6)      Il lavoro è stato fatto in una officina meccanica, qualcuno crede che si possa fare in garage ? Forse si se nel garage avete: un trapano a colonna con morsa mobile con cui ho fatto i fori diagonali nelle torrette e untornio parallelo con cui ho fatto i barilotti in Inox 420B; se non avete queste cose potete rivolgervi ad una officina meccanica tradizionale del vostro paese che sicuramente non vi negherà due fori.

7)      I materiali sono di recupero: i profili d’alluminio erano degli scarti di arredamento, le barre d’acciaio erano materiale di scarto come anche le parti in teflon, i pomelli sono stati recuperati da vecchi pannelli di forni, altre piccole cose le ho comprate in ferramenta. L’idea di farlo così mi è venuta proprio quando ho trovato questi profilati estrusi, se non li avessi trovati probabilmente avrei pensato ad altro, ma mi seccava veramente buttarli. In seguito ho scoperto che la COBRA Bicycle Tools ha in catalogo un centraruote elettronico ET, la cui struttura è molto simile al mio (qualcuno è più pazzo di me).

8)      Nel progetto originale (quello della foto) avevo previsto un movimento centrale a rotella che poi è risultato inutile e una lampada che invece lo sarebbe.

Reparto Investigazioni Storiche del VCS

By Davide Zambra

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