3° Gran Fondo Mountain Bike Città di Sesto Calende

Locandina Gf2015

Domenica 10 maggio ci sarà la terza edizione della “Gran Fondo MTB Città di Sesto Calende”, quest’anno ottava prova del circuito “MB Marcello Bergamo Cup” dei ragazzi del MastercrossMTB.

Come in precedenza nella nostra GF il protagonista è il biker, a cui vogliamo offrire una gran giornata di sport e divertimento.

Il percorso, innanzitutto. L’anello del VCS è sempre piaciuto, abbiamo la fortuna di avere un gran bel bosco dal fondo compatto e drenante  ma con tratti di radici, sassi, qualche guado che non fa mai male e un poco di sabbia: una goduria.

L’abbiamo raccordato cucendo tratti tecnici con altri veloci, mai impossibili; è sempre pedalabile, è il “nostro giro” e lo amiamo ma quest’anno l’abbiamo “rivoltato”, e l’esperienza cambia parecchio!

Ora si gira al contrario, la salita iniziale è meno cattiva ma più lunga e smossa, da non sottovalutare  e altre se ne troveranno, più o meno impegnative ma alla fine ci sono le due nuove discese che premiano lo sforzo.

La prima richiede un bel controllo della bici (e dà una gran soddisfazione) la seconda è veloce, ci si arriva dopo un bel tratto sotto la volta del bosco, ma non “passa sotto” e basta, ci sono cambi di direzione e sponde ed è da guidare.

14 km circa, il 10 maggio da fare tre volte.

Ci sarà il ristoro all’arrivo con dolci e frutta fresca, spogliatoi, docce e lavaggio bici, tutto presso il campo sportivo, e dopo la fatica i partecipanti saranno ospiti al nostro “Lasagna Party” (all’iscrizione si potrà comprare anche per gli accompagnatori a prezzo ridotto), un altro fiore all’occhiello della GF di Sesto.

Nell’MTB Village lo stand OAKLEY  con le ultime novità e un fantastico Jawbreaker come premio speciale, e gli amici di MyDoping con la loro gamma di prodotti per la nutrizione e l’integrazione sportiva.

Alla fine, perché vogliamo che tutti abbiano un bel ricordo della gara di Sesto, premieremo i primi venti di ogni categoria.

Che dire?

Peccato per chi non ci sarà 😉

Buon divertimento a tutti!

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Ciclocross Sotto le Stelle

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Gravel Race 2014 gallery

Al seguente link troverete tutte le immagini della Gravel Race 2014:

GRAVEL RACE GALLERY 2014

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Gravel Race Sesto Calende 2014

Inviato da iPhone

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Video Granfondo Sesto Calende 2014

Bellissimo video della GF 2014 di Sesto Calende realizzato da Carmine Catizzone.

 

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Spettacolare Granfondo MTB a Sesto Calende

Spettacolare Granfondo MTB a Sesto Calende

Grande successo per la Granfondo MountainBike disputatasi Domenica 30 Marzo a Sesto Calende.

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Il lago e la collina di Sesto Calende in prossimità dell’oratorio San Vincenzo e del famoso masso erratico della Preja Buja hanno fatto da splendida cornice all’evento organizzato dal Velo Club Sestese, Daniele Cristina, Paolo Terazza e dalle forze vive del master Sport & Sports cicli Varsalona.

Con le previsioni meteo e San Vincenzo a favore, c’è stato un grande afflusso di biker sin dalle prime ore del mattino, arrivati al centro sportivo Sestese da tutta la Lombardia e dal Piemonte.

Il centro sportivo di Sesto Calende trasformato in MTB Village ed il bellissimo percorso della Preja Buja, abilmente segnalato in modo permanente, sono state le perle di quest’evento che ha radunato ai nastri di partenza ben 266 biker amatori abilmente gestiti dal direttore di corsa Fabio Franzini che fa scattare dai blocchi i Gentlemen con in pole-position Roberto Pasin, già vincitore domenica scorsa e che ancora non capisce se sta vivendo un sogno o se sta raccogliendo i frutti di duri allenamenti.

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Anche oggi il suo sogno s’è gonfiato come lo spinnaker di Luna Rossa e porta a casa un’altra esaltante affermazione battendo un poker d’assi come Moscatelli, Vacchini, Leo e Bedogni e poi, commosso, dedica la vittoria alla colonna sonora della sua vita: sua moglie.

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Sfida stellare tra gli Junior con Andrea Tombolato e Francesco Formichi, amatori che hanno la vittoria tatuata nella testa. Alla fine la spunta ancora una volta Tombolato sul bravissimo Formichi, colorando la sua affermazione d’ azzurro come il Ticino, come il lago Maggiore, come il cielo splendido di questa classica di Primavera che ha illuminato anche le belle prestazioni di Busatta, Ballini e Bellotto arrivati nell’ordine.

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Le pedalate possenti di Marco Colombo trasudano forza e fantasia, generosità e abnegazione e piacciono alla gente che apprezza la sua educazione e la sua umiltà. Il pubblico di Sesto Calende gli ha attribuito un lungo applauso, sincero, spontaneo e mentre arrivavano i suoi diretti avversari, oggi Daniele Caccia, Giorgione Rusca e Flavio Pedon, lui dedicava la sua vittoria alla moglie Linda e al patron Bepp Nizzola. Neanche il tempo di scattare due foto e arriva il primo dei veterani, un altro leader della Ca’ di Ran Raschiani, Graziano Bonalda , capace di scavare un solco profondo fra lui ed il grande Mauro Milani, che a sua volta anticipa Carmelo Cerruto e “Maciste” Agostinone.

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Ci piace sottolineare la vicinanza del Comune di Sesto Calende al Velo Club Sestese, testimoniata dalla presenza del Sindaco Marco Colombo che ha avuto parole di elogio per i ragazzi del VCS e s’è detto felice di certificare che il percorso permanente di Sesto Calende sia diventato in così breve tempo un tempio del fuoristrada.

Il VCS è stato onorato di avere il primo cittadino ai nastri di partenza come starter d’eccezione per il via a tutte le categorie di biker.

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Il riconfermato percorso della Preia Buja, tecnico e molto bello (a detta di tutti i partecipanti) ha tenuto nonostante le piogge delle settimane passate e un sole più che primaverile ha pareggiato i conti con l’incredibile nevicata che ha reso l’edizione dell’anno scorso una vera corsa eroica. Il tracciato ad anello molto tecnico e impegnativo è lungo 14 Km con un dislivello di 340 mt per ognuno dei tre giri in programma e offre subito nel primo tratto la mitica “Salita del Livello” che le gambe dei concorrenti hanno imparato a conoscere da subito, in seguito il percorso si snoda tra i saliscendi delle colline boschive Sestesi con dei tratti mozzafiato tra alberi, ciottolati e single track sino a ridiscendere sul grande prato nei pressi dell’Oratorio di San Vincenzo, dove il giro si conclude e che ha visto una grande folla di tifosi e curiosi appostati nei prati. La tracciatura è stata effettuata con cartelli segnaletici e fettucciati aggiunti a quelli stabilmente presenti e nei tratti in cui erano cadute alcune piante i soci del VCS sono intervenuti e la tempestività degli amici dell’Ente Parco del Ticino e della Protezione Civile ci ha restituito il solito percorso divertente e sicuro; grazie ancora ragazzi!

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Al via tanti nomi importanti della mountain bike, vecchie conoscenze e atleti più giovani che comunque iniziano insistentemente a far sentire il proprio nome anche a livello nazionale. Troviamo così ai nastri di partenza numerose società: MTB Skorpioni Golasecca, Velo Club Sestese, HR Team Bortolami ASD, TRT Racing Team, Team Biciaio, La Ca di Ran, Bicitime, Team Ecodyger, ASD Extreme Team, ASD Punto Tours Italia, Cicli Aliverti, Team Chitti Casorate, ASD Il Ciclista, Nuovi Orizzonti Invorio, GS Zibido San Giacomo, ASD Samone, Cicli Battistella, Loris Bike Cycling Team Oleggio, Team Fratelli Oliva Vercelli, Clamas team Tergas, Silmax Cannondale racing, EmmeBike Orbea Italia, GS Pedale Aronese, US SanGiorgese, Lissone MTB, Iride Cycling Team, GB Junior Team Oleggio, ASD Damar 2.0, GS VdF Varese, Darra Racing Team, MTB Evaloon, ASD Biciclissima, Racing Team Rive Rosse, Team Locca Borgosesia, Team Bike Tartaggia, ASD Albertoni, GS Garbagnatese, Velo Club Valsesia Il Picchio, MTB Pavia 2000, KIA Motors Racing Team, ASD Bike Adventures.

All’arrivo, tra i portacolori del Velo Club Sestese, miglior piazzamento per Paolo Zuccolini che anche quest’anno ha partecipato alla gara tenendo alti i colori del VCS e onorando la gara di casa.

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Elogi e commenti positivi da parte di tutti i biker, che sono stati prontamente intervistati all’arrivo dal simpaticissimo Massimo Cerri, speaker e colonna portante del Velo Club Sestese.

I soci del VCS hanno allestito presso il Centro Sportivo Sestese un vero e proprio “MTB Village” dove i corridori hanno trovato il lavaggio bici, assistenza medica, tecnica, i massaggi rigeneranti della Dott.ssa Rizzello, che hanno cancellato un pò di salita dalle gambe di molti biker e un pò di bici in esposizione, per farsi venire nuove voglie.

I biker hanno potuto rifocillarsi con il pasta party, lasagne di gastronomia preparate durante la gara e servite dalle volontarie del VCS, il vero dream team della società Sestese, pane e Palzola, e ancora, pizza, focaccia, budini, tiramisù e crostata per coccolare i veri protagonisti della giornata.

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La manifestazione è saputa diventare quella stupenda realtà che tutti i soci del VCS sognavano e per cui hanno faticato tanto: una gara per i biker, il primo grande appuntamento della stagione, una vera Granfondo di Mountain Bike in provincia di Varese, che è terra di Mondiali, una gara che gli appassionati aspettano durante l’inverno per iniziare alla grande un nuovo ed esaltante anno in sella alla propria mountain bike.

Il Comitato Organizzatore del Velo Club Sestese desidera ringraziare tutti coloro che hanno creduto nella manifestazione, partendo dai più stretti collaboratori, soci, volontari, amici, parenti fino agli sponsor che si sono goduti la giornata come occasione per stare in compagnia tra amici: un ringraziamento particolare a “il Pres” Daniele Cristina, che ha saputo coordinare l’evento,  a Paolo Terazza e Fabio Franzini senza dimenticare l’onnipresente Carmine Catizzone il cui aiuto è stato fondamentale per la riuscita della gara.

Hanno permesso tutto ciò lavorando nell’ombra anche Adalberto, Alessio, Davide, Lino, Leo, Marco (motociclista del VCS), Massimo, Mario, Mauro, Maurizio, Michele, Patrick, Paolo, Renato, Rossano, Ramarro, gli Amici del Parco del Ticino, il bar del centro sportivo il team dei Giudici ACSI, tutti quelli che hanno dato una mano e quelli che ci siamo dimenticati.

Una parola per gli sponsor, spesso amici, che credono in noi e che, di questi tempi, ci sostengono in maniera tangibile: Credito Valtellinese, Adidas Eyewear, Allianz Ras Sesto Calende, Cafè Roma, Palzola, il ristorante Pomodoro Rosso, Cyclingbis di Borgomanero, Lattoneria edile di Cozzi Livio, Athlelia SportLab, La Casa della Pasta Fresca, Zefal, Terazza Immobiliare, Ottica Cristina, Sesto Frutta, Moroni casalinghi, Panificio pasticceria di Galati Maurizio, Cooper Vision, Fratelli Riboni etc; senza tutti loro non si davano premi a nessuno!!!

L’arrivederci del Velo Club Sestese è al 2015, sempre a Sesto Calende (VA) per rendere omaggio alla Terza Edizione della Granfondo della Preia Buja “Città di Sesto Calende”.

Articolo by D. Zambra e Carmine Catizzone del MasterCrossMTB

LINK ALLA FOTOGALLERY 2014

 

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Ultimo Briefing Granfondo

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Granfondo MTB Città di Sesto Calende 2014

2° Granfondo MTB Città di Sesto Calende 

Il Velo Club Sestese, con la collaborazione del team Circuito Master Sport & Sports, la Città di Sesto Calende e l’Ente Parco del Ticino presentano:

La seconda edizione della “GRANFONDO MOUNTAIN BIKE CITTA’ DI SESTO CALENDE”

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Il Velo Club Sestese, con la collaborazione del team Circuito Master Sport & Sports, la Città di Sesto Calende e l’Ente Parco del TicinoDomenica 30 Marzo 2014 presso la
 zona del Masso della Preja Buja, loc. San Vincenzo, organizza per la seconda edizione la Prova del Circuito
Master Sport & Sports di Mountain Bike.

Questo secondo appuntamento con la bellissima Gara di Sesto Calende, la “Classica di Primavera” avrà l’incantevole sfondo del Lago Maggiore, delle colline e 
dei boschi Sestesi, nella zona del famoso masso erratico della “Preja Buja”.
 Con questa seconda gara si conferma il “fantastico” percorso di oltre 40 Km che prevede la partenza presso la chiesa dell’Oratorio di San Vincenzo e subito la famosa salita del “Livello”, un vero muro che in gara si affronterà tre volte, dopodichè il percorso si snoda in un 
divertente saliscendi tra boschi e prati per poi tornare alla zona di partenza.

Qui link al PUNTO INFORMAZIONI per la GRANFONDO MTB“CITTA’ DI SESTO CALENDE” 30 Marzo 2014

Qui Link alla Granfondo 2013, qui Link alle Ricognizioni di Percorso 2013 ed alla pagina del Percorso Permanente della Preja Buja.

Organizzazione:

Il VeloClubSestese ti mette le ali !

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Francesco Barbazza primo tra i Senior nella Classifica Master Palzola.

Francesco “Pancho” Barbazza, portacolori del VCS, premiato a Orago, primo tra i Senior nella Classifica Master Palzola.

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16.02.2014 In un ambiente “Sano” come l’Oratorio, quel luogo tanto caro alla memoria di tutti noi ma che le moderne teorie portate avanti da certi “Individui”, hanno relegato nel dimenticatoio anzi, stanno tentando di relegare tra le “cose inutili”, Carmine Catizzone, il Cannibale (quando correva….) del ciclocross amatoriale ha portato per l’ennesima volta agli onori della cronaca con la cerimonia della fastosa premiazione dei corridori che hanno partecipato al Master Palzola 2013-2014 cerimonia tenutasi appunto all’Oratorio San Giuseppe di Orago dove, ad attenderti all’ingresso, benedicente e rassicurante, una Statua della Madonna, la nostra Soccoritrice da sempre!  By Carmine Catizzone.

Articolo su FotoSerant

Articolo su Pedale Tricolore

Articolo su MasterCrossMTB

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Galleria foto by Max Cardone VCS.

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How Do I Did It – Come lo feci !

 

How Do I Did It – Come lo feci !

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12 Gennaio 2008

Da un po’ di tempo stavo meditando su “come costruire una bici fissa” , mi sono informato nel web e ho trovato molte cose interessanti su questo argomento.

La “Bici fissa” è il tipo più vecchio e semplice di bicicletta. è una bici a singola velocità senza il movimento libero; cioè il pignone posteriore è fisso e pertanto quando la bici è in movimento i pedali si muovono sempre in trazione……..non puoi smettere di pedalare sulla fissa!

Definizione di Fissa: Bici Fissa, Bici a Scatto Fisso, Fixed Gear, Fixed-Gear o Fixed-Gear Single Speed.

Molti hanno una fissa per puro divertimento, ma ci sono diverse ragioni per provarne una: vi rimando al Guru della bici http://www.sheldonbrown.com/fixed.html che cosi’ scrive: “There is an almost mystical connection between a fixed-gear cyclist and bicycle, it feels like an extension of your body to a greater extent than does a freewheel-equipped machine. If you are an enthusiastic, vigorous cyclist, you really should give it a try. There are many reasons, including: Fun, Fitness, Form, Feel & ‘Ficciency! “

Le bici fisse sono derivate dalle bici da pista che si prestano alla conversione (fixed-Gear Conversions) grazie ai forcellini posteriori orizzontali e alle geometrie del telaio. Non avendone una ho cercato una diversa soluzione per realizzare una bici fissa di prova. Molti convertono delle bici da strada, ma anche delle MTB.

Il Cadavere

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Ho recuperato il cadavere della vecchia bici di mia moglie, che era inutilizzata per via del cambio rotto e altri difetti. Si tratta di una bici (chinese) ricevuta in omaggio col Vino di una nota marca Italiana. Un vero cesso di MTB, anche se dalla mountain non ha niente, è più una city bike. L’ho recuperata solo per un motivo, ha i forcellini orizzontali (requisito minimo per la fissa).

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Il Telaio

Ho smontato tutto e ho eliminato il cambio, i cantilever, ruote, sella etc. Ho carteggiato tutto il telaio con il CP (Chicago Precision) e prodotti abrasivi Pferd. L’ho fatto verniciare da un caro amico che se ne intende e che a costo zero ha riverniciato la bici di Nero (il colore era Gratis). Le decals che vedete nelle foto le ho fatte con film adesivo plastico PVC idrorepellente stampandole con la inkjet.

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Il Cuore

Dovete sapere che il cuore della fissa è il mozzo posteriore: generalmente si usa un mozzo da pista con un pignone e una flangia controfilettata antisvitamento, un mozzo del genere costa 100-200 eurix; perciò ho deciso di prendere la cassetta pignoni e fare quello che è conosciuto come conversione del mozzo da libero a fisso. Ho fatto saldare in officina solo il movimento libero alle pareti del mozzo e poi ho tolto tutti i pignoni. Ho fatto due distanzieri e ho messo il pignone in mezzo nella posizione di “linea catena” (ovviamente misurando con un calibro) il pignone non ha giochi ed è tenuto fermo da 2 grani e 2 spine in acciaio. Il mozzo cosi’ completato è stato poi rimontato sulla ruota col “Metodo Pettenella” (anche conosciuto come “Suicide Hub”).

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Cassetta originale chinese Movimento libero saldato

 

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Il Mozzo Fisso realizzato in officina.

Montaggio

Ho rimontato tutta la bici pazientemente, migliorando un po’ gli accoppiamenti e ingrassando bene cuscinetti e coppe (la bici originale non aveva grasso nei cuscinetti…solo sabbia). Il problema più grosso è stato il Chainstay (allineamento catena) e il serraggio del mozzo posteriore.
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Non vi sembra già più bella e leggera senza tutti quegli orpelli ? Ho messo solo il V-Brake all’anteriore al posto del cantilever.

Finiture e Road Test

Dopo aver terminato il montaggio di tutti i pezzi ho fatto un giretto in cortile, inutile dire che dopo ho dovuto serrare tutti i bulloni vari. Non avevo idea dei carichi che ci sono in gioco col fisso (ad esempio: sulle pedivelle e sulla guarnitura).

Il test vero e proprio l’ho fatto di 10 Km, è stato pazzesco: adesso ho capito a cosa servono le clips sui pedali e comunque non ho mai toccato terra, è impressionante il fatto che non si può smettere di pedalare, dopo ci si abitua; il difficile è la discesa ! Le foto che seguono sono quelle della bici definitiva:

verty

girotest

 

La fissa è pericolosa: vedi http://www.sheldonbrown.com/fixed.html

Nel post ci sono dei links altri li trovate nel Blogroll.

Ringraziamenti:

Ringrazio per il supporto e l’aiuto: Cokis, Oscar, Emi, Boris, Sheldon Brown, J. Panula, Bicitime di Mauro Milani, Claudio, Eros.

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TECHNICAL DATA
MANUFACTURER STEEK-HUTZY Bikes
MODEL SKATOFIX XR26R
ENGINEERING El Chapo
FRAME Unknown Chinese Manufacturer – Steel
PAINT (FRAME) Black Dust
WHEELS Unknown Chinese Manufacturer – Alloy
TIRES Deestone 26 x 1.40
TUBES Michelin
CRANKSET Unknown Chinese Manufacturer – Modified
CHAIN Standard 1/8″
HUB Suicide Hub – Pettenella’s Method
SEAT Selle Royal – Mod. MACH
SEATPOST 24.5 mm (rare)
FRONT BRAKE GEAR V-Brake
PEDALS Toe Clipless – K7 Bone Killers
GEARS Front 42 Rear 21 – 42:21 (2:1)
METRIC DEV. 3.89 m

By D. Zambra; Originally posted on Skatofix

Messenger of Doom

Io non capisco molto bene l’italiano… Ma… errr… your blog… is… bene!

4giovanni

sto cercando da tempo argomenti su come fare a trasformare una bici in fissa spendendo poco… il tuo e’ l-articolo piu’ esauruente che ho trovato, anche se non ho ben capito come hai fatto il mozzo posteriore…ti anticipo che per me non e’ solo la prima fissa che monto ma addirittura la prima bici…se potessi rispondermi avrei un paio di domande da fartigrazie 1000 ancora per il tuo articolo cmq

Caro Giovanni,

Per fare il mozzo fisso (lo puoi anche comprare) devi:

1-togliere tutti i pignoni; si sfilano.

2-far saldare il movimento libero con la parte esterna.

Il concetto è quello di fare in modo che il movimento libero diventi fisso, cioè la parte che solitamente “fa rumore (Tic, Tic, Tic) quando smetti di pedalare” va bloccata, dimodochè non potrai più smettere di pedalare, ma solo diminuire la cadenza.

3-Rimontare tutto facendo attenzione all’allineamento della catena. Come vedi ho montato 1 solo pignone da 21 tenuto in posizione da 2 anelli che ho dovuto costruire (questi ti servono per allineare il mozzo con la catena.

Ovviamente, in caso di frenata (Skid) bloccando la ruota dietro si può incorrere nello svitamento del gruppo pignone dal mozzo posteriore (vedi come evitare questo con il “metodo pettenella”).

Ti posso dire che è più difficile da spiegare che da fare, comunque togli tutto dalla bici e lascia solo l’essenziale.

La Bici Fissa è una bicicletta senza la capacità di “FERMARE LA PEDALATA” (Coasting).

Il pignone è avvitato (fissato) direttamente al mozzo e non vi è alcun meccanismo di “Ruota Libera” (freewheel). Un anello filettato al contrario “reverse-thread lockring” è di solito montato sul mozzo per prevenirne lo svitamento.

Ogni volta che la ruota posteriore gira, i pedali girano nella stessa direzione.

Per resistere alla rotazione dei pedali, un ciclista deve essere in grado di rallentare la bicicletta, senza l’aiuto di un freno meccanico, ma solo con la diminuzione della cadenza, piedi e/o mani.

Una fissa può anche essere cavalcata in retromarcia.

7cristiano

ciao… questa bici fissa mi piace… solo che vivo in una zona di collina.. è difficile da gestire in discesa?

@ cristiano

In discesa, è solo questione di abitudine. Devi iniziare con discese lievi per poi spingerti su discese più impegnative. I corridori delle squadre Protour si allenano anche con la fissa da corsa in inverno e ovviamente sui passi di montagna.

Ho fatto semplicemente saldare il bordo del mov. libero in modo da bloccarla. Fino ad ora non si è rotto niente! La saldatura è resistente, se pensi che l’ho anche leggermente abbassata di lima.

ciao.. molto interessante questo blog complimenti! anche io sono interessato a fissare una vecchia mtb però abito in collina e quindi mi viene qualche dubbio…a parte il difficile o non difficile portare la ruota fissa in discesa i problemi potrebbero venire in salita, mi spiego: per fare delle salite si usa un rapporto che in piano non va… quindi che rapporto consiglieresti?

I rapporti più usati per la fissa sono in rapporto di 2:1 circa. Sulla mia ad esempio ho messo il 42:21, ma altri usano anche il 52:19, 52:20 etc. Il rapporto deve andare bene sia in pianura che in salita, bisogna provare fino a trovare quello che va meglio. Se si vuole fare una salita molto impegnativa in fuori sella bisogna prestare molta attenzione alla tensione e alla linea della catena. Puoi vedere su questo sito alcune tabelle: http://www.sheldonbrown.com/fixed.html

15Francesco

Complimenti per l’articolo…è molto esauriente e fa decisamente venire voglia di una conversione; per quanto riguarda il rapporto: quei numeri 42 e 21 a cosa si riferiscono?

Sono, rispettivamente il numero dei denti della Corona (42) e del pignone (21) con un “matematico” rapporto di 2:1.

17fedy

anch’io mi sto facendo una fissa, e a sto proposito vi scrivo 6 righe di considerazioni e pensieri:-le parti + importanti della bika sono telaio, ruote, guarnitura centrale-e così per iniziare,ho recuperato una bici da corsa fine70′ dal cassonetto, con ruote in pessime condizioni, sfatte. pochissima ruggine. manubrio curva classica di alluminio. sella distrutta. telaio okio sono alto 186 cm e la bici che ho raccattato ha il telaio già abbastanza grande.dunque….smontaggio, tolgo tutto e svernicio il telaio, lo faccio sabbiare un pochetto e plastificare da un amico x qualche manciata di euri.per spendere poco prendete in considerazione di fare voi la maggior parte del lavoro.OCCHIO evitate la troppa ruggine e le sabbiature energiche- i tubi dei telai sono a spessore variabile- attenzione!la guarnitura e movim. centrale in buone condizioni, va smontato pulito e ingrassato.le pedivelle sono ok, i pedali da buttare ripulisco il vecchio freno anteriore.nel frattempo sto aspettando che mi arrivino le ruote, la spesa grossa! circa 250 euros per le ruote complete con mozzi miche flip flop con classici 36 raggi. pignoni e corone? hai hai! il principio grossomodo: più i due ingranaggi hanno una differenza di num. di denti minore, più la bici è “scattosa” ma “lenta”. più differenza di num. di denti è maggiore più è “dura” e veloce.vedete che guarnitura la bici ha già, e accoppiate un pignone adatto…. anche un paio di denti fanno la differenza! es. se davanti avete 49 denti, dietro potrete mettere un pignone da 19 o da 17 denti… oppure davanti un 42 dietro un 16,(la soluzione che adotterò io come neofita pedalatore fisso cittadino) spesso nei retro dei negozietti di bici, nelle cantine, si possono ancora trovare vecchie bici da corsa da rimaneggiare e convertire in fissa. vi consiglio di tenere d’occhio i mercatini dell’ usato, per pochi euri ci ho trovato, sella, un’altra curva, cinghiette nuove e gabbiette di metallo per i pedali. spenderò alla fine all’incirca 300 e qualcosa euro, un pò di pazienza e un pò di chiacchere…. non cercate di resciuscitare cadaveri rugginosi, evitate recuperi e conversioni troppo laboriosi! considerate anche che il risultato di una conversione di una bici corsa con forcellini orizzontali in fissa non sarà mai paragonabile a una fissa nata da un telaio da pista ad ok, questione di geometrie di telaio……. comunque ce né e ce né ancora tantissimo da leggere vedere provare sapere iniziando dal web… per finire, se avete soldi in tasca e volete comprare una bici nuova, ci sono anche ecoincentivi statali se rottamate un vecchio motorino… A fronte della demolizione di un ciclomotore EURO zero, o comunque costruito fino a tutto il 2001, si ottengono i seguenti incentivi: per l’acquisto di una bicicletta il 30% del listino fino ad un massimo di 250 euro. Una fissa di marca già assemblata va intorno ai 700 euri, con l’ecoinentivo si potrebbe pagarla circa 500 euri. buon lavoro a tutti e sporcatevi un pò i diti! e muovete le gambette!

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ciao, ho letto un po’ di post e mi sono interessato alla cosa. anche io mi sto fissando il cervello con le bici fisse, mi sono scervellato per mesi a trovare una soluzione economica e veloce per avere una fixed bike. poi chiedendo ad un ciclista se aveva in negozio una bici da pista usata da buttare o simile, mi son ritrovato con la risposta veloce e pratica di saldare una semplice ruota libera ottendendo una fissa! fatto al volo.. non avendo una bici da corsa ed essendo una prova..ho preso la vecchia olandese della zia e una volta saldata la ruota posteriore ho tolto ogni cosa inutile,apparte il freno davanti che le prime volte ti aiuta sempre. di sicuro la graziella o la olandese come telaio non sono il top dato che il manubrio è troppo vicino al sedile e come equilibrio scarseggia abbastanza. in più non puoi (almeno per esperienza personale) buttarti in avanti per skiddare perchè ci sta troppo poco spazio e non si riesce ad alleggerire la ruota posteriore. cmq per esser una prova va bene,è divertente e faticosa. io devo fare pure riabilitazione al ginocchio e ogni tanto mi fa gusto pedalare con una ganba sola!

Ciao Smalltown,

Per sverniciare e togliere l’ossido io preferisco usare sistemi abrasivi come il flessibile con dischi medio-morbidi (PFERD Polinox etc.), questo tolgono ossido e vernice senza intaccare il metallo (se non insisti troppo). Si può anche sabbiare, ma è un lavoro più impegnativo, sicuramente viene meglio soprattutto nelle sone di giunzione del telaio. Prodotti chimici sverniciatori ce ne sono diversi anche in ferramenta, ma preferisco non usarli in quanto intaccano il metallo e non escludono il fatto che poi i telai dovranno essere ricarteggiati. Spesso uso lo “Scotch-Brail” che è una spugna abrasiva, la trovi in ferramenta di diverse grane; la uso spesso sui cerchi e i raggi per farli tornare lucidi.

Eddy

Anch’io sto iniziando ad interessarmi seriamente a questo tipo di bici, e vorrei proprio tentare di assemblarne una….. solo una cosa, avrei bisogno di qualche delucidazione vista la mia inesperienza, soprattutto riguardo al mozzo posteriore: fino alla saldatura (tra l’altro, con che metodo?) e quindi al bloccaggio alle pareti del mozzo credo di esserci, ma non mi è molto chiara la parte in cui dici “Ho fatto due distanzieri e ho messo il pignone in mezzo nella posizione di “linea catena” (ovviamente misurando con un calibro) il pignone non ha giochi ed è tenuto fermo da 2 grani e 2 spine in acciaio.” …immagino che in “linea di catena” voglia dire che l’unico pignone si trova perfettamente in asse con la ruota dentata del movimento centrale 8e come l’hai calcolato?), ma poi? in che senso hai “fatto” due distanzieri? e il resto??

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Ho misurato la linea catena della corona anteriore con un calibro dal centro del piantone (centro ideale della bici – mezzeria), dopodichè ho posizionato il pignone misurando la distanza dal centro della ruota (mozzo)e spostandolo alla stessa misura della corona “in linea”, ho misurato prima lo spazio rimanente tra il pignone e la battuta del mozzo per realizzare il primo distanziere (anello) e ho fatto lo stesso per un secodo anello che funge da chiusura. Poi sulla parete esterna ho messo delle viti e dei grani per bloccare il tutto (come vedi dalla foto)…ah ci ho messo anche del frenafiletti.

Ciao Shai

Se avevo una foto fatta meglio l’avrei sicuramente messa; per farla breve, il concetto è semplice si tratta di bloccare completamente la ruota libera del mozzo; all’interno del mozzo ci sono 2 o 4 alette che, in caso di pedalata in avanti agiscono aprendosi e ingranando col cilindro dentato ed in caso di fermo o pedalata all’indietro rientrano facendo quel famoso ticchettio che si sente facendo girare la ruota con i pedali fermi.

La cosa più facile per capire bene il meccanismo è aprire la ruota libera, ma non farlo da solo se non sei capace, vai da un ciclista che conosci, altrimenti ti usciranno tutte le sfere.

La saldatura che ho fatto è stata tra il cilindro interno e quello esterno, ma senza aprire la ruota libera: i due cilindri che prima erano liberi di ruotare uno all’interno dell’altro, ora sono vincolati dalla saldatura perciò non più libero, ma fisso.

PS: recentemente ho visto una bici fissata con l’inserimento di viti al posto della saldatura: le viti sono state messe sul bordo esterno e credo entrassero in fori filettati sino alla ruota libera bloccandola a mò di grano.

Mi spiace non avere altre foto, ma non scoraggiarti smontalo e vedrai!

 

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