Cronache dal Velo Club – ep.9 – Speciale GF Sportful

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In mezzo a tante granfondo, a tante gare e a tante uscite, ogni stagione per i nostri stradisti culmina con un evento speciale, estremo, e più sentito di altri: per due anni di fila è stata la Maratona dles Dolomites, quest’anno è toccato alla GF Sportful Dolomiti Race. Sono tanti i motivi che rendono il weekend dolomitico unico: la lunga trasferta, che dà l’occasione di stare insieme per più giorni, il percorso estremo, i paesaggi mozzafiato, il fatto di vedere, insieme col traguardo, il frutto di tanto lavoro fatto nella prima metà dell’anno.

La Sportful (così come la MDD dell’anno scorso) non è una granfondo come le altre: più iscritti, più salita, più km, organizzazione in grande stile, insomma, è un evento top sotto ogni punto di vista. Paradossalmente c’è meno agonismo, in questo tipo di gare: tolti i più forti (che sono davvero tanto più forti, e che il ciclismo lo praticano a livello quasi professionale) per tutti gli altri il percorso è così duro che è impossibile affrontarlo a tutta. E poi, vale davvero la pena di perdersi gli scorci dolomitici e di non fermarsi per una foto di gruppo, solo per guadagnare uno o due minuti? Queste granfondo “estreme” sono forse il modo più bello di vivere l’agonismo, perché sono sfide con se stessi, e gli altri, più che avversari, diventano compagni di viaggio.

Il percorso lungo ha numeri da paura: 204 km e 4900 m di dislivello: in molte edizioni del Giro d’Italia la tappa regina non è così dura. Il medio di medio ha solo il nome: 133 km e 3050 m di dislivello. Tante salite, lunghe e difficili, troppe per elencarle tutte. Basta citare le tre più cattive per dare l’idea: Cima Campo, 18,2 km al 6,2%, Passo Rolle, 19,9 km al 5% medio e il terribile Manghen, un’ascesa infinita di 22,2 km al 7,3%.

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I nostri portacolori sono stati davvero fantastici, e mai come in questo caso lo spirito Velo Club è stato vissuto fino in fondo. La foto qui sopra dice tutto: Alessandro Foti, Raz Malchi e Andrea Rizza tagliano insieme il traguardo del percorso lungo. Si sono aspettati, si sono aiutati, hanno sconfitto insieme momenti di crisi e salite lunghissime, macinando kilometri e kilometri per 9 ore e 39 minuti.

Sul percorso medio il risultato più eclatante è quello di Angelo Asero, che come sempre è il più agonista e incattivito ( in senso buono ovviamente!): chiude in 5h31min con un fantastico sesto posto di categoria tra gli M7. La sua è una prova davvero maiuscola su una delle mediofondo più dure d’Europa. Tutti gli altri arrivano a coppie, e anche qui ci sono delle belle storie di amicizia che vale la pena di raccontare. Lorenzo e Roberto Varalli, padre e figlio con la passione della bicicletta, partono con i tre alfieri del percorso lungo, ma Lorenzo squarcia un copertone nel bel mezzo di una salita. Poco male, dopo una veloce riparazione riparte e conclude insieme a Roberto in 6h20min. Insieme arrivano anche Donato Marciello e Graziano Gentile, amici in sella e nella vita: tante uscite insieme per tutto l’inverno e la primavera, dividendosi tra corsa e mountain bike, tagliano il traguardo di Feltre in 7h24min.

Uno dei weekend Velo Club più significativi, quello della Sportful: amicizia, sport e tanta voglia di condividere, perché in bici, come nella vita, è insieme che si fanno le esperienze più belle.

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