Il Signore dei Pignoni

Il mondo è cambiato. Lo sento nell’acqua. Lo sento nella terra. Lo avverto nell’aria. Le cose sono cambiate c’è aria nuova da ovest.

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Nella terra di Merdor, nei pressi di Sesto Calende, tra le fiamme del Monte Fato, nella Storica Fonderia Sestese,  l’Oscuro Signore di nome Marcosauron Fabro, forgiò in segreto un Pignone per premiare tutti gli altri, e in questo Pignone riversò la sua segreta miscela di metalli.

 Un Pignone per premiarli tutti.

Il Pignone venne rubato in una notte tempestosa dalla creatura Adal-Gollum, che lo portò nei profondi cunicoli delle Montagne Nebbiose della Preja Buja. E lì il Pignone lo consumò nel cervello rendendolo strano e torvo. Gli occhi gli si ingrandirono, le palpebre gli caddero come i capelli, e diventò magro e bianco come il latte.

 E’ venuto da me. E’ mio. E’ la mia gioia! E’ mio… Il mio Tessoro!

Il Pignone diede ad Adal-Gollum un’innaturale lunga vita. Per 110 anni avvelenò la sua mente. E, nell’oscurità della caverna di Adal-Gollum in quel di Varallum, attese e attese. Le tenebre strisciarono di nuovo nella foresta del mondo. Correvano voci di un’ombra ad Ovest, sussurri di una corsa senza nome. E il Pignone magico percepì che era giunto il suo momento. Abbandonò Adal-Gollum.

Ma accadde qualcosa che il Pignone non aveva previsto. Fu raccolto dalla creatura più improbabile che ci fosse. Un Ronzino chiamato Rocinante che di li passava vide sulla riva del Ticino questo antico gioiello ed il suo padrone non ci pensò due volte ad infilarselo in tasca. Il padrone del Rocinante, David Zambranus, hidalgo del villaggio prese il pignone e si mise a studiarlo. Pensa e ripensa che un sussurro lontano prende vita nella sua mente: un premio per tutti !

Tutto ebbe nuovamente inizio con la forgiatura dei Pignoni. Serviva uno stampo dove colare il prezioso metallo, quand’è che Mauritius Di Natales prese penna e cad-lamaio per dipingerne uno all’uopo. David Zambranus fabbricò lo stampo del Pignone modellando l’antico metallo con attrezzi dimenticati.

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Uno ad uno i pignoni vennero forgiati nei segreti meandri della Fonderia Sestese; nel buio infernale della fonderia Marcosauron sudava e imprecava sotto gli occhi dello Zambranus che aspettava bramante le sue creature.

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La gara era vicina, ma il premio del Pignone non poteva essere non forgiato. Fu in quel momento, quando ogni speranza era svanita, che David Zambranus afferrò i Pignoni e li portò da Igor e Boris nel loro magico castello di colori, i Figli di Oin presero i Pignoni e con le loro alchimie li trasformarono in Oro, Argento e Ferasch negher. Tornato al castello, Zambranus, decise che i Pignoni dovessero essere incisi con le rune del Velo Club Sestese; prese i Pignoni e stimolando la luce fece emettere delle radiazioni dalla sua bacchetta magica e le rune apparvero infuocate sul bordo dei pignoni incidendoli per sempre nella storia. Il lavoro era finito, ma la Regina del Regno degli Elfi, visti i pignoni, prese una ciocca dei suoi capelli azzurri e li legò insieme, sigillandoli per sempre con il colore del lago.

Nottetempo i Pignoni passarono segretamente ai Presidenti della Comarca di Sesto Calende, Daniel Crhistinus e Paul Terazzanus, che li tennero nascosti nella loro cripta.

 Tre Pignoni d’Oro furono dati ai Varicellas, i Vincitori, gli eroi immortali più forti di tutti.

I Pignoni d’Argento vennero dati alla razza dei bikers, i grandi eroi che più di qualunque cosa desiderano la salvezza delle acque del Lido. Anche Adal-Gollum venne accontentato col suo Tessoro !

I tre Pignoni Neri furono dati agli ultimi sopravvissuti alle deserte lande, i bikers perduti nel limbo dello spazio e del tempo.

Alcune cose che non avrebbero dovuto essere dimenticate andarono perdute nel 1903. La storia divenne leggenda, la leggenda divenne mito, e per 110 anni del Pignone si perse ogni conoscenza. Finché, quando si presentò l’occasione, esso irretì un nuovo portatore:

Il Capitan Marco Bettoni, Guerriero dei Varicellas, che lo vinse alla Gravel Race da Sesto Calende a Pavia, riportando alla luce gli antichi e gloriosi fasti del Velo Club Sestese.

Articolo di D. Zambranus

Grazie a: Marco, Maurizio, Boris, Igor, Luca, Oscar, Emi, Paolo, Daniele, Emi e Cokis.

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Una risposta a Il Signore dei Pignoni

  1. Marco Varicella's ha detto:

    Geniale e demenziale, originale e ironico: solo la mente sopraffina dello Za poteva partorire un racconto del genere. Grande, grandissimo Davide. mb

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