Cronache dal Velo Club – ep. 11 – L’estate sta finendo

L’estate sta finendo, l’inverno sta arrivando, le giornate si accorciano. Insomma “la stagione” volge al termine: quando si esce al mattino fa freddo, il rischio acquazzoni è sempre più alto, chi gareggia si barcamena tra manicotti, antivento, gambali, trequartini e, tra qualche settimana, creme riscaldanti. L’estate, però, è stata la stagione ideale per chi va in bici: gli impegni lavorativi calano, ci si prende qualche meritato giorno di ferie, insomma si stacca la spina e si approfitta del tempo in più per pedalare, magari scoprendo posti nuovi, con vecchi e i nuovi amici.

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I nostri cinghiali, per esempio, sono partiti in forze per Morzine, un paesino francese dell’Alta Savoia, appena a sud del lago di Ginevra. Poco più di tremila abitanti, a 1000 metri sul livello del mare, nulla di eccezionale così di primo acchito, non fosse che intorno a questo paesino sorge uno dei complessi sciistici più importanti della Francia. Quello che rende Morzine davvero speciale, però, è la sua versatilità, perché grazie a una sapiente e studiatissima politica territoriale quella che in inverno è una stazione sciistica come molte altre, in estate si trasforma in una sorta di tempio degli sport alla’aria aperta. Escursioni, rafting, parapendio e tanta, tanta bicicletta. I mountain-bikers possono usufruire degli impianti di risalita e gettarsi a capofitto sulle piste o approfittare degli innumerevoli percorsi XC. Un esempio di integrazione e valorizzazione del territorio da osservare e da emulare per un caso come quello italiano, pieno di potenzialità inespresse.

Detto ciò, il week-end dei nostri bikers non è stato proprio dei migliori: il meteo inclemente ha fatto soffrire Capitan Bettoni e i suoi, che non si sono arresi alle temperature invernali, alla pioggia e al fango. E poi, se ci sono l’amicizia e lo spirito di squadra, un po’ di pioggia non basta a guastare l’atmosfera.

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Per gli stradisti, dopo la fine della prima parte della stagione agonistica, con luglio è arrivato il momento di guardarsi alle spalle ed analizzare le performance primaverili. La Coppa Piemonte si è conclusa a Courmayeur con la durissima GF La Montblanc, dove ancora una volta Alessandro Foti ha dimostrato di avere un ottimo feeling con la salita. La classifica finale del campionato (uno dei più prestigiosi ed affollati d’Italia) ha regalato grandi soddisfazioni al Velo Club Sestese: su sei iscritti ben due premiati e tre classificati nella top ten di categoria. Il 19 novembre, alla cerimonia ufficiale per la chiusura del circuito saliranno sul palco Alessandro Foti, che ha conquistato dopo una lotta serratissima il 10° posto sulle granfondo nella categoria M2, e Silvia Fracchiolla, settima nelle mediofondo categoria W1. Un risultato che i nostri hanno conseguito con la testa e con le gambe, perché non basta andare forte: le classifiche premiano molto anche regolarità e costanza, qualità non sempre scontate nel mondo amatoriale. Un applauso va anche agli altri quattro atleti VCS: Angelo Asero, settimo nelle mediofondo M7 (categoria che prevede solo cinque premiati), Mario Favini, a meno di 100 punti dalla top 10 sulle granfondo categoria M1, Leonardo Burgio e Fiorenzo Comazzi, che competono in una delle categorie più affollate: gli M4 classificati sulle mediofondo sono stati ben 147 (contro, ad esempio, i soli 47 M1 sui percorsi lunghi), e alla luce di questo i loro piazzamenti (rispettivamente 35° e 46°) sono davvero tanta roba.

Ma i nostri stradisti non stanno mai fermi, e già a settembre si sono rimessi in griglia. La Granfondo Scott è stata una specie di ecatombe tra ritiri per cadute, problemi meccanici e malanni non proprio di stagione: solo Leonardo Burgio ha concluso la mediofondo senza drammi. Foti ritirato per doppia foratura, Comazzi per caduta, Favini al traguardo del lungo in uno stato di salute a dir poco precario. Ottima solo Silvia Fracchiolla, settima di categoria sul percorso lungo nonostante una foratura che le ha fatto perdere almeno due posizioni.

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A riscattarci ci ha pensato sette giorni dopo Angelo Asero, con uno splendido terzo posto di categoria alla Granfondo dell’Appennino. Un risultato molto più che meritato, perché arriva dopo tanti allenamenti e tanti altri podi sfumati per pochi secondi. Il giusto premio per chi non si stanca mai di combattere, anche a sessant’anni, e che per tutti noi, giovani e spesso più lenti, è un esempio da seguire.

Prossimi appuntamenti per la strada la Granfondo Città di Milano, la GF Campagnolo a Roma e, soprattutto, la GF Tre Valli Varesine del 1° ottobre: non solo la gara di casa, ma anche un’occasione per competere con atleti di tutto il mondo, dato che da quest’anno la gara della città giardino fa parte dell’UCI Granfondo Word Series. Forse il nostro è un sogno più che una speranza, ma sarebbe meraviglioso vedere un atleta VCS al via dei Campionati Mondiali Granfondo UCI che si terranno proprio a Varese nel 2018.

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Ultima nota, ultima per posizione ma non per importanza: i nostri luoghi vanno fatti conoscere anche alle giovani generazioni, e il Velo Club, anche in questo caso, c’è. Antonio Sanfrancesco e il mitico Ada Galassi hanno accompagnato i ragazzi del centro estivo a spasso tra i laghi di Monate e Varese, in MTB. Perché la passione va fatta crescere.

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Cronache dal Velo Club – ep.10 – Speciale Gravel Race

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Tuoni, fulmini, vento e acqua: domenica il meteo ce l’ha messa tutta per rovinare la festa ai gravel grinders, ma non ce l’ha fatta. All’alba un temporale violento, atteso dalla natura ma decisamente poco provvidenziale per chi doveva salire in sella, ha messo in allarme organizzatori e corridori, con le chat WhatsApp intasate di messaggi spesso catastrofici.

I nostri non si fanno scoraggiare: la sveglia suona alle 5:30 e in breve tempo tutto è pronto: gonfiabili, panini, banco delle iscrizioni, birre e acque al fresco. Continua a piovere ma il Capitano dei cinghiali, Marco Bettoni, tiene alto il morale della truppa mostrando ottimismo, mentre la squadra dei Varicella’s si esibisce in una splendida e quanto mai azzeccata tenuta: maschere, pinne, asciugamani e ciabatte Alle 7:00 aprono le iscrizioni: la pioggia dimezza il numero di iscritti rispetto alle scorse edizioni, ma c’era da aspettarlo e alla fine i partenti sono poco meno di 50.

 

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Pronti via, alle 8:25 si aprono le danze, con quattro o cinque fuggitivi e il resto del gruppo che si avvia tranquillo. Ci sono gli squadroni di sempre: i Varicella’s, i Chi l’ha Visto, i Funky Varalli e i Ramarri. I primi 50 km passano veloci, si fa la ola sul ponte tibetano, si ride e si fa casino. C’è tutto il tempo per una foto ricordo in piazza a Galliate e per un caffè. Eccolo, lo spirito gravel: niente cronometraggio, nessuna classifica, non si premia chi vince ma si vince tutti; l’obiettivo è vedere bei posti, divertirsi e imparare a non prendersi troppo sul serio.

Sulle vigne inizia a fare davvero caldo e quasi quasi viene da rimpiangere la pioggia, mentre Fabione tira il gruppo aspettando sapientemente chi fa più fatica. Gli ultimi 20 km non passano più, non si parla d’altro che di birra e panini col salame, quelli che le donne del Velo Club (non le ringrazieremo mai abbastanza) hanno preparato per i finisher in piazza a Sesto Calende. Dai e dai, alla fine è fatta: ultima foto al porto di Castelletto, poi il ponte sul Ticino e l’arrivo, dove i primi sono già alla terza birra. Anche quest’anno l’impresa è compiuta: ci si vede l’anno prossimo. Magari senza pioggia…

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Gravel Race Sesto Calende – VI Edizione

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Più di 100 km di sterrato lungo il Ticino

Partecipazione a squadre o individuale

Completa autonomia

4 check point fotografici

Traccia GPX scaricabile 3 giorni prima dell’evento

Ristoro abbondante all’arrivo

Posti bellissimi

Gente simpatica

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(c’è anche la birra!)

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Cronache dal Velo Club – ep.9 – Speciale GF Sportful

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In mezzo a tante granfondo, a tante gare e a tante uscite, ogni stagione per i nostri stradisti culmina con un evento speciale, estremo, e più sentito di altri: per due anni di fila è stata la Maratona dles Dolomites, quest’anno è toccato alla GF Sportful Dolomiti Race. Sono tanti i motivi che rendono il weekend dolomitico unico: la lunga trasferta, che dà l’occasione di stare insieme per più giorni, il percorso estremo, i paesaggi mozzafiato, il fatto di vedere, insieme col traguardo, il frutto di tanto lavoro fatto nella prima metà dell’anno.

La Sportful (così come la MDD dell’anno scorso) non è una granfondo come le altre: più iscritti, più salita, più km, organizzazione in grande stile, insomma, è un evento top sotto ogni punto di vista. Paradossalmente c’è meno agonismo, in questo tipo di gare: tolti i più forti (che sono davvero tanto più forti, e che il ciclismo lo praticano a livello quasi professionale) per tutti gli altri il percorso è così duro che è impossibile affrontarlo a tutta. E poi, vale davvero la pena di perdersi gli scorci dolomitici e di non fermarsi per una foto di gruppo, solo per guadagnare uno o due minuti? Queste granfondo “estreme” sono forse il modo più bello di vivere l’agonismo, perché sono sfide con se stessi, e gli altri, più che avversari, diventano compagni di viaggio.

Il percorso lungo ha numeri da paura: 204 km e 4900 m di dislivello: in molte edizioni del Giro d’Italia la tappa regina non è così dura. Il medio di medio ha solo il nome: 133 km e 3050 m di dislivello. Tante salite, lunghe e difficili, troppe per elencarle tutte. Basta citare le tre più cattive per dare l’idea: Cima Campo, 18,2 km al 6,2%, Passo Rolle, 19,9 km al 5% medio e il terribile Manghen, un’ascesa infinita di 22,2 km al 7,3%.

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I nostri portacolori sono stati davvero fantastici, e mai come in questo caso lo spirito Velo Club è stato vissuto fino in fondo. La foto qui sopra dice tutto: Alessandro Foti, Raz Malchi e Andrea Rizza tagliano insieme il traguardo del percorso lungo. Si sono aspettati, si sono aiutati, hanno sconfitto insieme momenti di crisi e salite lunghissime, macinando kilometri e kilometri per 9 ore e 39 minuti.

Sul percorso medio il risultato più eclatante è quello di Angelo Asero, che come sempre è il più agonista e incattivito ( in senso buono ovviamente!): chiude in 5h31min con un fantastico sesto posto di categoria tra gli M7. La sua è una prova davvero maiuscola su una delle mediofondo più dure d’Europa. Tutti gli altri arrivano a coppie, e anche qui ci sono delle belle storie di amicizia che vale la pena di raccontare. Lorenzo e Roberto Varalli, padre e figlio con la passione della bicicletta, partono con i tre alfieri del percorso lungo, ma Lorenzo squarcia un copertone nel bel mezzo di una salita. Poco male, dopo una veloce riparazione riparte e conclude insieme a Roberto in 6h20min. Insieme arrivano anche Donato Marciello e Graziano Gentile, amici in sella e nella vita: tante uscite insieme per tutto l’inverno e la primavera, dividendosi tra corsa e mountain bike, tagliano il traguardo di Feltre in 7h24min.

Uno dei weekend Velo Club più significativi, quello della Sportful: amicizia, sport e tanta voglia di condividere, perché in bici, come nella vita, è insieme che si fanno le esperienze più belle.

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Cronache dal Velo Club – ep. 8 – Sfide

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Ormai è quasi tutto pronto per la Gravel Race: i nostri mountain-bikers si sono superati nel preparare un percorso bello e ciclisticamente interessantissimo, con tanti begli scorci e pochissimi tratti su asfalto. Le tracce gpx saranno disponibili tre giorni prima dell’evento, e saranno scaricabili dalla pagina Facebook dell’evento.

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I ragazzi del Velo Club non si stancano mai di organizzare eventi che ruotano intorno al mondo della bici: dall’iniziativa imprenditoriale del nostro Raz Malchi nasce Twenty Peaks, una sfida davvero tosta, declinata su due contest in territori diversi, per mettere alla prova lo scalatore che è in noi e scoprire nuovi, bellissimi paesaggi. Per partecipare basta scaricare l’app dedicata, e pedalare, magari con la bella maglia dedicata che viene recapitata a tutti gli iscritti. I contest sono due, ognuno è composto da 20 splendide salite: “Como – Lecco”, in collaborazione con la GF Fabio Casartelli e con la consulenza del nostro Alessandro Foti (che di salite se ne intende…), e “Roma”, in collaborazione con la GF Campagnolo. Chi completerà nei sei mesi previsti tutte le salite del contest scelto riceverà la salopette “Finisher”, e soprattutto avrà una buona scusa per andare alla scoperta di alcuni dei luoghi più belli d’Italia.

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Passando agli eventi a cui abbiamo partecipato, non si può non partire dal nostro Ramarro (al secolo Diego Fontebasso, c’ho messo un po’ per scoprire il suo vero nome…): ha partecipato alla 12 Hours Cycling Marathon di Monza con il team Arisla, che tra le sue fila annovera Noemi Cantele e l’ex pro Luca Bramati. Una gara per passisti puri, capaci di tenere i 40 di media per ore, e una sfida tecnica tra cambi e strategie di gara, ma anche un’esperienza divertente con un fascino tutto suo.

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Passando alle Granfondo, ultime battute per la Coppa Piemonte. Domenica scorsa erano quattro le maglie VCS presenti alla Cronoscalata Morgex-Colle San Carlo: Alessandro Foti è stato il più veloce, completando i 10,5 km (1050m di dislivello) in poco più di 50 minuti. A seguire Angelo Asero, Mario Favini e Silvia Fracchiolla.

Domenica 11 invece è andata in scena la GF Valli d’Oltrepo: 98 km (1550m dsl.) per il percorso medio, 148 (2700m dsl.) per il lungo. Sul medio il più veloce è Angelo Asero (3h27m) seguito da Leonardo Burgio (3h58m) e Silvia Fracchiolla (4h09m), mentre nella prova regina Alessandro Foti taglia il traguardo in 5h27m. Brutta caduta, ma senza conseguenze gravi, per Mario Favini, che dopo una lunga sosta e qualche medicazione conclude il percorso medio in 4h22m. L’incidente si verifica sulla seconda discesa, dove una macchina, dopo aver eluso i blocchi del traffico e aver fatto cadere una moto dell’organizzazione, resta ferma sul tracciato di gara in una posizione davvero poco visibile: nel tentativo di schivarla si sono viste cadute e scivoloni, così come non sono mancati altri episodi analoghi nei 15 minuti di totale chiusura del traffico, a riprova di un organizzazione forse non ineccepibile.

Le classifiche di categoria sono ancora incertissime e combattute, ma una cosa è certa: i nostri ce la metteranno tutta nell’ultima prova, la GF Montblanc, il 25 giugno. Intanto però, questo weekend, va in scena una sfida ancora più dura, ancora più epica: la GF Sportful, con i due pesantissimi percorsi. I numeri sono da paura: mediofondo da 133 km con 3050 metri di dislivello e il granfondo da 204 km con 4900 metri di dislivello. Saranno otto i portacolori Velo Club impegnati sulle Dolomiti: Angelo Asero, Alessandro Foti, Graziano Gentile,Raz Malchi, Donato Marciello, Andrea Rizza e la coppia padre e figlio Lorenzo e Roberto Varalli.

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Cronache dal Velo Club – ep.7 – Un mese intenso

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Giugno sarà un mese intenso, pieno di impegni organizzativi e agonistici per il Velo Club Sestese. L’evento più atteso è sicuramente la Gravel Race, che quest’anno arriva alla sesta edizione: il 25 giugno, se avete una bici da gravel o una mountain-bike, non potete mancare, perchè questo è il nuovo modo di vivere la bici in un mondo che per troppo tempo ha confuso sport e agonismo. Negli ultimi anni le cose stanno cambiando: sono arrivate le fat-bike, nate per divertirsi, l’ultracycling, dove la sfida è soprattutto con se stessi, e la gravel appunto, dove la scoperta del territorio e lo spirito di condivisione hanno la priorità. Niente classifiche, niente assilli cronometrici, ma tanta voglia di fare gruppo, esplorare nuovi luoghi e riscoprire la natura lontano dall’asfalto.

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Intanto il nostro Fabione ha partecipato alla MA.MORE.MA., la Gravel No Race che da Mantova porta alle colline moreniche a sud del Lago di Garda, per poi riportare i circa 130 partenti nella città dei Gonzaga. Una bella manifestazione, con tre percorsi davvero ben cuciti: il nostro Fabione ha ovviamente scelto il più lungo, e dei 163 km pedalati solo una ventina erano su asfalto. Tutto il resto dell’itinerario si snodava su sterrati leggeri, prevalentemente pianeggianti nella prima parte, più collinari nella seconda. Bell’atmosfera, ottimi ristori e spirito autenticamente gravel: si fa gruppo, ci si conosce, ci si aspetta se qualcuno buca.

Gli altri cinghiali non sono stati da meno con una delle escursioni più belle e attese dell’anno: finalmente si va al Mottarone! Il ritrovo è alle 7:30, Ado e Perez sono i più coraggiosi e partono per raggiungere la vetta in un’unica tappa, gli altri si dirigono verso Stresa per sfruttare la funivia. Una volta arrivati a destinazione il gruppo conta una quindicina di unità, si inizia la discesa con entusiasmo, anche se Ross taglia il copertone dopo soli 500 metri. Riparazione veloce e via verso l’Alpe Volpe, dove si abbandona l’asfalto e s’imbocca il sentiero per Gignese, attraversando prati assolati, suggestive pinete e scivolosissimi faggeti. Il single track si fa impegnativo, con pendenze toste, radici, guadi e qualche pietra, ma si prosegue spediti fino all’Alpe Marta, dove si esce dal bosco per affrontare tre mulattiere veloci, tecniche e dissestate. A Gignese Ross abbandona definitivamente la comitiva: il copertone ha dato forfait. Si sale verso l’Alpe Canà, che domina il Lago Maggiore, si prosegue fino al Giogo di Cornaggia e poi ancora Poggio Radioso e la discesa dalla scalinata della chiesa di Ghevio. Gli ultimi kilometri sono un grande classico, col passaggio dai Lagoni di Mercurago. La vetta del Mottarone, coi suoi 1400 m, è stata conquistata!

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Gli stradisti competitivi, questa volta, li lasciamo in fondo all’articolo, se non altro perchè nel mese di giugno ci sarà tanto da dire sulle Granfondo: tre gare di Coppa Piemonte e l’evento forse più atteso, epico e prestigioso dell’anno: la GF Sportful. Intanto, questa domenica, è andato in scena un grande classico del panorama piemontese: il Giro delle Valli Monregalesi. Giunta alla ventesima edizione, la granfondo di Mondovì non è uno di quegli eventi che attirano 3 o 4000 persone (1100 al via), non ha grandi sponsor alle spalle e non è conosciuta come altre manifestazioni, ma sa essere una piccola perla da non perdere. Organizzazione perfetta, sicurezza al top, con tante moto e tante ambulanze al seguito, pasta party veloce e ristori efficienti. E poi ci sono i percorsi, davvero bellissimi, duri e selettivi. 102 km e 1550 metri di dislivello per il medio, 151 km e 2700 metri di ascesa per il lungo. Numeri che non dicono molto, perchè le difficoltà altimetriche sono quasi tutte nella seconda metà di gara, così bisogna cercare di gestire le energie nelle prime ore, quando il percorso porta ad andare forte.

La classifica del mediofondo sorride soprattutto a Silvia Fracchiolla, che chiude  in 3h42′ con un fantastico 7° posto nella categoria W1. Tanti punti per il campionato e la soddisfazione di toccare con mano i progressi fatti. Il più veloce dei nostri è il solito Angelo Asero (3h14′, a più di 31 km/h di media), che scala la classifica di Coppa conquistando la quinta piazza provvisoria tra gli M7. Bella prova, e ormai non è più una novità, anche per Leonardo Burgio (3h44′) e Fiorenzo Comazzi (3h52′), che macinano punti e continuano a guadagnare posizioni nell’affollatissima classifica degli M4

La prova regina ha un percorso massacrante: dopo i primi 70 km veloci ma comunque vallonati arriva la salita di Viola S. Gree, poi un’altro strappo e infine la salita spaccagambe del Colle del Prel, che porta ai 1600 m di Prato Nevoso. Ufficialmente sono 9,5 km al 7,5%, ma il segmento ufficiale è preceduto da un lungo falsopiano e soprattutto è segnato da molti tratti con pendenze oltre al 14%. Mario Favini e Alessandro Foti partono forte (la media della prima ora e mezza di gara è di oltre 40 km/h), tengono il gruppo di testa fino al bivio tra i due percorsi, poi gestiscono le energie  in vista dell’ultima salita. Fa caldissimo, qualcuno ha dimenticato la fascia cardio a casa, e centellinare le energie non è affatto facile, così i crampi diventano un antipatico compagno di viaggio negli ultimi kilometri. Ma l’unione fa la forza, soprattutto quando arrivano le difficoltà, così ci si fa coraggio e ci si sprona a vicenda; sul traguardo la soddisfazione batte la fatica: per entrambi mezz’ora meno dell’edizione 2016 (5h20′ per Mario, 5 minuti in più per Ale), e la media è sopra ai 28 km/h. Anche la classifica regala soddisfazioni, con  la top 100 assoluta sempre più vicina, e ottimi piazzamenti di categoria.

Prossimi appuntamenti nel fittissimo mese di giugno: domenica 4 la Cronoscalata a squadre da Morgex a Colle San Carlo, domenica 11 la GF Valli d’Oltrepo, domenica 25 la GF Montblanc e soprattutto, domenica 18, l’attesissima e cattivissima GF Sportful!

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Cronache dal Velo Club – ep.6 – Il podio e l’attesa

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Ci sono davvero un sacco di cose da raccontare, su questa settimana a due ruote, ma la foto di copertina la dedichiamo a Kevin Dalla Pietà, che martedì scorso ha regalato al VCS un fantastico podio al “GP Cooperativa alla Fonte” di Prato Sesia. Terzo nella categoria under 30, dopo una bella volata al termine di 8 giri su un circuito da 8 km, il podio è il giusto premio dopo tanto allenamento. La famiglia Dalla Pietà è tutta ciclisticamente impegnata, sia su strada che in mountain-bike: infatti sabato il team The Dallas, con Kevin, Manuel e Romina,ha partecipato alla 6 Ore del Boia, percorrendo 85 km e chiudendo all’11° posto nella categoria Trio.

Un altro che di gare non ne ha mai abbastanza è Alessandro Foti, impegnato in una primavera ricca di Granfondo su strada. Domenica ha portato a termine i 171 km della Granfondo Novara in 5h51’, alla ragguardevole media di 29,7 km/h.  E dire che doveva essere solo una buona occasione per allenarsi in attesa delle gare di Coppa Piemonte

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E chi non ha gareggiato? I cinghiali sono partiti presto, domenica mattina, e hanno affrontato un lungo e impegnativo percorso nell’Alto Vergante. Da Sesto hanno subito sconfinato in Piemonte, passando nel Parco del Lagoni di Mercurago, poi Invorio, Ghevio (con dalla dalla scalinata della chiesa) e Colazza. Dal Poggio Alto di Nebbiuno i nostri bikers hanno proseguito in cresta fino a Gignese per affrontare la dura salita che porta ad Alpino e scendere in picchiata fino a Stresa attraversando uno splendido bosco di faggi e querce. Il ritorno è meno divertente dal punto di vista del tracciato, ma il panorama è quello classico e sempre bellissimo del Lago Maggiore, col lungo nastro d’asfalto che porta da Stresa ad Arona: a tirare è soprattutto Ado, con l’esuberanza di Ramarro che non viene sfruttata a dovere. Alla fine i km sono un’ottantina, e si guarda già alla Gravel Race: il conto alla rovescia è già partito, l’attesa è spasmodica, e nel mese che ci separa dall’evento il team dei Varicella’s si allenerà duramente.

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Gli stradisti, come sempre, si sono divisi tra chi punta la sveglia all’alba e chi se la prende più comoda: Silvia, Raz, Nestor, i Varalli, Mario e la neo-iscritta Liliana hanno l’onore di scortare il Presidente in un lungo e impegnativo giro tutto varesino: Brinzio, Alpe Tedesco, Ardena e Sette Termini non spaventano Daniele, che nonostante i pochi km nelle gambe regge benissimo il ritmo, anche negli ultimi kilometri crono-style per evitare la pioggia. Donato, Mario e Patrick invece optano per un classico Laveno sbagliato, in compagnia di Dario e altri amici dell’UC Angerese.

In settimana altri allenamenti (si vocifera che anche Big Ada si sia messo a pedalare seriamente), e nuovi arrivi in casa VCS: con Silvio, passista di razza tra i ciucciapalmer, ed Enrico tra i cinghiali.

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Cronache dal Velo Club – ep.5 – Sorprese e colline

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Dopo tanta fatica, ci voleva una ricompensa. L’organizzazione della GF Mountain Bike Città di Sesto Calende ha impegnato per un weekend i nostri soci e volontari, che si sono messi a disposizione per molte ore, dedicando il loro tempo libero a vari lavori di fatica. Così, venerdì sera, non poteva mancare la classica “Cena dei Sopravvissuti”, offerta dalla società a chi ha dato una mano.

La serata è stata anche l’occasione per fare una bella sorpresa a tutti gli iscritti VCS, che quest’anno sono più di 40: per tutti la società ha fatto realizzare dal nostro fornitore Bi-Bike un bel gilet antivento smanicato nei classici colori della squadra. Un piccolo omaggio reso possibile dal successo degli eventi organizzati e dai nostri fantastici sponsor.

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Ma non è stato solo un week-end di cene e relax: domenica è andata in scena una delle prove più prestigiose della Coppa Piemonte, la Bra-Bra Specialized – Granfondo Internazionale dalle Langhe al Roero. Una GF tostissima, tra i panorami spettacolari delle colline langarole e una serie infinita di strappi, salite e falsopiani che non lasciano un attimo di respiro. Quest’anno l’organizzazione ha effettivamente fatto un grosso salto di qualità in occasione della venticinquesima edizione: quasi 2500 iscritti, partenza dal borgo medievale di Pollenzo, aggiunta di un percorso corto, village molto più esteso, maglia celebrativa e medaglia per i finisher. Non tutto è andato secondo i piani, e le molte adesioni hanno messo un po’ in crisi gli organizzatori: pettorali oltre il 2000 scritti a mano, maglie e medaglie finite anzitempo, molta confusione all’ingresso in griglia. Nulla di terribile comunque, ed è apprezzabile che si sia subito corsi ai ripari, dando la possibilità a chi non ha avuto i gadget di richiederli via mail.

Passando alla gara, i nostri si sono divisi tra il percorso lungo da 160 km con 2650 m di dislivello e il medio, da 108 km con 1978 m di dislivello. Ai sei guerrieri Velo Club iscritti alla Coppa si sono aggiunti Manuel e Romina, in villeggiatura con bici al seguito, e il Capitano dei ciucciapalmer Andrea Rizza, che ha affrontato il percorso lungo, chiudendo in 5h44′. Ottima giornata anche per gli altri due portacolori VCS impegnati nella granfondo: Alessandro Foti (5h09′)conferma di essere in grande forma e la media ufficiale della sua gara è di ben 31.11 km/h. Sopra ai 30 di media anche Mario Favini, che ferma il cronometro a 5h13′. In classifica di Coppa Foti (cat. M2)è a un passo dalla top 10, e le prossime gare sono quelle che gli si addicono di più.

La mediofondo vede un’altro buon piazzamento per Silvia Fracchiolla (4h21′), ottava in campionato cat. W1, ma il più veloce è come sempre Angelo Asero: il nostro vecchietto chiude in 3h45′ e continua ad accumulare punti preziosi per la classifica, che lo vede sesto tra gli M7. Bella prova anche per Leonardo Burgio (4h12′) e Fiorenzo Comazzi (4h29′), sempre in modalità fight for points, ma per ora con una gara in meno.

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Anche i cinghiali sono andati in collina questa domenica: ritrovo alle 8 in piazza a Sesto, temperature invernali (5°) e poche idee sul percorso. Ci sono Capitan Bettoni, Ado, Fabione, Lino, Ross, Perez, Ramarro e Marco Gobry, a differenza del Pres, che si assenta senza alcuna giustificazione, e di Antony, che arriva in ritardo e opta per i canali in direzione Turbigo. Attanagliati dall’incubo del rientro e dall’ossesione della griglia, i nostri eroi si dirigono verso Borgoticino, per poi salire tra le vigne di Mezzomerico, Agrate Conturbia e Cressa. Al rientro da Divignano Marco resta un po’ indietro: il prezzo di qualche step di allenamento saltato. Fatica, sudore, ma anche tanto divertimento con un Ramarro scatenato (e più volte sedato dal Capitano), Lino che intona l’ultima di Giusy Ferreri e gli altri che s’intromettono con rime “baciate” da scaricatori di porto.

Prossimi appuntamenti di rilievo per la strada il 28 maggio col Giro delle Valli Monregalesi, quarta prova di Coppa Piemonte. Due settimane prima ci sarà la GF Novara, e qualcuno dei nostri la farà sicuramente, mentre sempre il 14 maggio il gruppo MTB ha in programma un’impegnativa ascesa al Mottarone.

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Cronache dal Velo Club – ep. 4 – Paesaggi e circuiti

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Il bello della bici è che un mezzo versatile, che può essere vissuto e interpretato in mille modi diversi. C’è chi la bici la usa solo per andare a fare la spesa e chi fa 30000 km all’anno; chi passeggia senza fretta e chi segue alla lettera complicate tabelle di allenamento; chi va in bici per stare con gli amici e chi per andare lontano da tutti; chi cerca la prestazione e chi il semplice relax; chi vive di solo asfalto e chi non è contento se non torna a casa coperto di fango. Una cosa è certa: qualunque sia il vostro modo di vivere la bici, il nostro territorio offre una sterminata serie di possibilità, itinerari e percorsi.

Vi piace passeggiare in tutta tranquillità? Lungo l’Alea , la strada vecchia che costeggia il Ticino e i navigli potrete godere di una miriade di scorci suggestivi, di quelli che sembrano cartoline di sessant’anni fa.

Vivete la vostra vita (dieta, ciclo del sonno e mesocicli di allenamento) solo in funzione dei tempi su Strava, dei KOM e dei piazzamenti alle Granfondo? Nel raggio di una manciata di kilometri potete trovare pianura, collina, salita, falsopiano, discesa, insomma tutti i tipi di terreno ideali per allenarsi. Non a caso anche i pro si allenano dalle nostre parti: sarà dura conquistare un KOM, ma potrete confrontarvi coi tempi di Nibali e della Longo Borghini. E magari, in cima a qualche salita, gettate uno sguardo al panorama…

Vi piacciono le sfide epiche? Cuvignone, Mottarone, Monte Ologno, Alpe Neggia: salite durissime, che in alcuni casi hanno deciso il Giro d’Italia. Con un po’ di masochismo e un buon allenamento si possono fare tutte (e anche molte altre) in una sola giornata.

Il vostro ambiente naturale è la boscaglia, il vostro pane è lo sterrato? Solo nel comune di Sesto Calende ci sono decine di kilometri di strade, straduzze e sentierini perfetti per la MTB; e spostandosi nei comuni limitrofi le possibilità diventano sterminate.

Una sola è la costante dei percorsi della zona: il paesaggio che vi troverete ad attraversare è sempre spettacolare. I belvedere a picco sul lago, le sterminate risaie della bassa, le vigne, i paesini sperduti tra le nostre colline, pedalare qui regala sempre emozioni: il lago è senza dubbio una delle migliori palestre che possiate desiderare.

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In questi week-end semi festivi, tra ponti e ponticelli per le feste comandate, siamo andati un po’ tutti in esplorazione, chi su strada chi in MTB. I cinghiali si sono trovati in piazza alle 8, domenica, nonostante la temperatura non proprio primaverile di 5°. Fabione, Ross, Perez, Antony, Ado e Ramarro, con il Capitano Marco Bettoni, si sono mossi verso sud, costeggiando il Ticino fino alla diga del Panperduto, per poi inoltrarsi in un impegnativo single track nella boscaglia, tormentato e molto tecnico. La temperatura sale, il morale era già alto dal principio, con Ado che fa strada. Si attraversa il Ticino sul ponte di Oleggio, poi si segue la ciclabile, con molte deviazioni e altrettante barrette energetiche, fino a Castelletto Ticino. 60 km di puro divertimento.

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Impegnativi anche i giri degli stradisti. Donato e Patrick affrontano la salita di Cavandone e costeggiano il lago di Mergozzo, Graziano sceglie le Centovalli mentre quasi tutti gli altri (in ordine sparso), si dirigono verso le montagne tra lago d’Orta e Valsesia. Lorenzo parte addirittura alle 7, il grosso del gruppo si muove alle 8:30: si affrontano i primi strappi di Comignago e Invorio in tutta calma, poi il Passo della Cremosina. Manuel, Kevin e Romina salgono a Orsanvenzo, per poi proseguire per Valpiana e scendere alla Madonna del Sasso. Giro simile ma con qualche salita in più per gli altri: Plello, Cellio, la lunga salita per la chiesetta di San Bernardo e Piana dei Monti. Qualcuno buca, qualcuno si ferma per aiutare altri ciclisti in difficoltà, qualcuno deve tornare per pranzo, alla fine ci si separa a Breia, con Ale, Leo, Nestor, Fiorenzo e Michael che ritornano da Valduggia, mentre Mario e Silvia fanno tappa alla Madonna del Sasso e tornano costeggiando il lago d’Orta. Chi più chi meno, alla fine 2000 metri di dislivello li portano a casa quasi tutti, insieme a tante foto di bei posti.

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Solo giri tranquilli dunque? Non sia mai! Sabato Alessandro Foti, Leonardo Burgio e Kevin Dalla Pietà erano a Terdobbiate per il 3° Trofeo Memorial Fabio Gallesi: 65 km di adrenalina pura su un circuito da 8 km, da ripetere per 8 volte a 40 km/h di media, con rilanci violenti e continui cambi di ritmo. Domenica prossima invece torna la Coppa Piemonte, con la Granfondo Internazionale Bra-Bra Specialized: anche qui paesaggi mozzafiato per gli atleti VCS al via. Qualcuno deve risalire in classifica, qualcuno deve solo confermare le ottime performance delle prove precedenti. Una cosa è certa: la squisita salsiccia di Bra non se la farà scappare nessuno!

NOTA: se volete vedere altre belle foto scattate mentre vagabondiamo le trovate sul nostro profilo Instagram e sui profili dei singoli atleti. Se siete su Strava, invece, c’è il gruppo Velo Club Sestese, dove potete trovare tutte le nostre attività e i nostri percorsi. E’ un gruppo pubblico, quindi tutti possono iscriversi, partecipare al challenge kilometrico settimanale e conoscerci più da vicino

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Concerto degli ATLAS alla Granfondo Sesto Calende

Gli ATLAS si sono esibiti dal vivo alla manifestazione sportiva Granfondo di Mountainbike organizzata dal VeloClub Sestese di Sesto Calende.

La giovanissima band locale degli ATLAS è una tra le migliori band Metal-Core emergenti internazionali. Questa eterogenea formazione internazionale è composta da musicisti di diversa provenienza Messico, Sudafrica, Inghilterra e Italia fa un interessante genere Metal-Core progressivo, altamente poetico e moderno, con il loro spettacolo musicale hanno animato la splendida manifestazione che si è svolta in una bellissima e soleggiata giornata e che ha visto centinaia di partecipanti.

Gli ATLAS hanno una forte personalità e ottime idee musicali. La caratteristica principale della band è l’energia e la passione che il gruppo sprigiona sul palco; alla manifestazione hanno presentato i loro nuovi inediti e non solo: i ragazzi, tutti studenti, Oscar Gomez (bassista), Kyra (voce), Rick e Roby Patera (violino e chitarra), Simon Ingar (chitarra) e Gian (batteria) sono affascinanti, eccitanti e poetici. La loro è una musica piena di colori e sfumature diverse. Lo dimostrano i loro nuovi inediti con tanta carne al fuoco e cinque nuovi brani.

La loro è una vera e potente metal-core band che continua a stupire per tecnica, bravura e capacità di scrittura, capace di dare il meglio di se quando è sul palco.

“Life Lesson” è il singolo trascinante della band e rappresenta quello che il sestetto vuole rappresentare: un sound nuovo, chitarre distorte su una struttura ritmica solida ed una linea vocale della giovanissima cantante Kyra che aderisce perfettamente all’atmosfera delle melodie. I ragazzi hanno presentato altri brani inediti molto interessanti come “Who’s laughing now” e “Burn” che hanno la capacità di accontentare le voglie dei fan di questa band che ha un grande futuro davanti a sè.

Gli ATLAS dimostrano con le loro canzoni che fare metalcore nel 2017 è la scelta giusta perché si può suonare un tipo di musica che ha grandi ed illustri predecessori e si può comunque conservare una propria identità artistica che permette di far emergere idee ed intuizioni interessanti, come gli emozionanti testi della cantante Kyra.

La band, dopo essersi esibita durante tutto l’inverno 2016, a primavera si è chiusa in studio presso la “P-Rose Records” del produttore Paul Mainetti dove sono iniziate le registrazioni degli inediti per l’uscita del loro primo EP che vedrà la luce durante l’estate 2017. Gli ATLAS hanno messo tutta la loro grinta e la loro passione musicale nelle canzoni di questo nuovo disco che hanno un gran tiro e un’attitudine che scuoterà gli ascoltatori dall’anima rock, e non solo.

Article by Glipkerio Kistomerces

Gli ATLAS ringraziano il VeloClubSestese, il Presidente Daniele, il Comune di Sesto Calende e tutti i volontari, lo speaker, tutti i fan, amici e partecipanti alla manifestazione.

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